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Donne, al Sud lavora il 30%. Bonetti: "Subito un piano per la svolta"

Il convegno on line promosso da Intesa San Paolo, "il Mattino", 10 dicembre 2020.

Il tasso di occupazione femminile nel Mezzogiorno è calato fino al 30%, anche per effetto della pandemia. E, nello stesso tempo, la percentuale di donne che, nel nostro Paese, occupano posizioni tecnico-scientifiche è tra le più basse dei Paesi Ocse: il 31,7% contro il 68,9% degli uomini. Sono i dati, tanto più allarmanti in un momento in cui la trasformazione digitale ha reso necessarie tante nuove professioni, emersi nel corso del convegno online promosso da Intesa Sanpaolo "Il ruolo delle donne nello sviluppo del Sud Italia. Consapevolezza e valorizzazione del talento femminile per supportare la crescita economica e sociale del territorio".

Al convegno ha partecipato il direttore del "Mattino" Federico Monga. L'incontro ha preso spunto dall'avvio, pochi giorni fa, di Yep - Young Women Empowerment Program, il progetto realizzato da Intesa Sanpaolo, in collaborazione con la Fondazione Ortygia Business School, per favorire la crescita personale e professionale di 40 studentesse universitarie di facoltà tecnico-scientifiche del Sud Italia, che per sei mesi saranno accompagnate da altrettante manager di Intesa operanti nel Mezzogiorno. Per incoraggiare l'iscrizione delle ragazze alle facoltà Stem e l'acquisizione di competenze sempre più richieste anche nel settore bancario, Intesa Sanpaolo ha deciso di mettere a disposizione, inoltre, cinque borse di studio per le neo studentesse delle università meridionali. Sono cinque gli atenei coinvolti nell'iniziativa: Università degli Studi di Napoli Federico II, Politecnico di Bari, Università della Calabria, Università degli Studi di Catania e Università degli Studi di Palermo. «

Oggi siamo chiamati sul tema di promozione della parità di genere e dell'empowerment femminile - ha spiegato la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, intervenuta al convegno - a promuovere politiche che, oltre a dare una risposta, attivino dei processi che diventino irreversibilmente di crescita. I dati evidenziano che siamo in una situazione di inerzia del processo sociale, che serve un'azione positiva per cambiarne la velocità, definendo anche un nuovo modello evolutivo e di sviluppo della società. Lo sguardo e l'esperienza femminile sono necessari per avere una prospettiva compiuta e non monca con un modello di umanità scritto solo dagli uomini».

La ministra Bonetti ha citato l'esempio «delle studentesse universitarie che sono tra i migliori studenti ma appena si arriva al post laurea si inverte la rotta, con le donne meno impiegate, meno retribuite e meno presenti nei settori strategici». La Bonetti ha sottolineato poi i provvedimenti già presi dal governo come «la decontribuzione al 100% per le neoassunte, che non è una disparità che si crea, ma una norma che riconosce l'esistente disparità. Anche nel Pnrr, il piano nazionale ripresa e resilienza del Recovery Fund abbiamo voluto introdurre un punto sulla parità di genere su cui si sta ragionando in Parlamento».