Famiglia

Dipartimento per le politiche della famiglia, al via il tavolo di lavoro sull'ISEE

La notizia su "il Sole 24 Ore", 30 maggio 2022.

Il Governo ha accolto le diverse sollecitazioni arrivate negli ultimi mesi, volte ad adeguare l'Isee come strumento ormai "universale", utilizzato in molteplici ambiti, per misurare la situazione economica familiare e non più solo per definire il superamento della soglia di povertà.

In questo contesto, il Governo si è detto disponibile a rivalutare il meccanismo di calcolo: il dipartimento della Famiglia ha preso l'impegno di riconsiderare il ruolo dell'Isee nel quadro attuativo del Family Act, ovviamente insieme al ministero competente, essendo una materia regolata dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Anche perché farlo significa attivare meccanismi redistributivi e sarà necessario coordinare l'intervento con la riforma fiscale, con un'adeguata copertura finanziaria.

Per questo motivo nelle ultime settimane è stato avviato un gruppo di lavoro informale tra le forze politiche di maggioranza, coordinato dalla ministra Elena Bonetti, con l'obiettivo di rilevare le criticità emerse dall'allargamento della platea dell'Isee per molte prestazioni, diverse tra loro, e risolverle.

La volontà è quella di individuare alcuni correttivi condivisi, istituendo un tavolo finalizzato ad avanzare una proposta di provvedimento. Finora sul punto è stata trovata la convergenza delle forze di Governo, ma verrà invitata a partecipare anche la minoranza.

Il dipartimento della Ministra Bonetti, che sta coordinando questo tavolo di lavoro informale, sta raccogliendo le proposte delle varie forze politiche con l'obiettivo di individuare i punti condivisi. Al momento sembra si possa trovare un accordo soprattutto sulla volontà di "abbattere" il peso della prima casa sull'indicatore finale. Allo stesso tempo, però, andrebbe anche favorito chi vive in affitto per non creare sperequazioni. C'è consenso anche sulla necessità di rivedere il coefficiente di calcolo in base al numero di figli, in particolare dal terzo figlio in poi, in modo da favorire l'accesso ad alcune prestazioni per le famiglie numerose. Infine, promuovendo ulteriormente l'interoperabilità delle banche dati, bisognerà semplificare la modalità di comunicazione dei dati, in particolare quelli sulle giacenze medie, aprendo un dialogo tra Inps e agenzia delle Entrate.