Chiediamo le dimissioni immediate del Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci.
Il disastro di Niscemi dimostra in modo inequivocabile l’assoluta inadeguatezza di Nello Musumeci a ricoprire il ruolo di Ministro della Protezione Civile.
A testimoniarlo non è soltanto l’inefficienza mostrata nella gestione di questa emergenza, ma un lungo e documentato insieme di disattenzioni, noncuranze e omissioni che hanno già caratterizzato i cinque anni del suo mandato alla Presidenza della Regione Siciliana e che oggi si ripropongono, aggravate, a livello nazionale.
Di fronte a un disastro che colpisce un’intera comunità, un Ministro della Repubblica non può limitarsi a commenti superficiali e deresponsabilizzanti, parlando di “sciagura annunciata”, sostenendo che “quel terreno fosse franoso lo sapevano anche i bambini”, che “la frana era conosciuta da trent’anni” o che “già nel 1997 si era sfiorata la tragedia”.
Queste non sono parole da Ministro chiamato a prevenire, governare e risolvere i disastri, ma dichiarazioni da osservatore distratto, utili solo a scaricare responsabilità.
La domanda è semplice e inevitabile:
che cosa ha fatto il Ministro Musumeci in oltre tre anni di Governo Meloni sul fronte del dissesto idrogeologico?
La risposta, purtroppo, è altrettanto semplice: quasi nulla.
Nessuna strategia preventiva strutturata, nessuna azione incisiva.
Ha scelto di non riattivare la Struttura di Missione “Italia Sicura”, rinunciando a uno strumento fondamentale di coordinamento e prevenzione, limitandosi a interventi tardivi e dichiarazioni di circostanza dopo ogni tragedia.
Un approccio perfettamente coerente con quanto già visto durante i cinque anni alla guida della Regione Siciliana, che non possono essere liquidati con la frase: “Io ho fatto la legge urbanistica, da Niscemi nessuno mi ha avvertito”.
Perché non è vero.
Agli atti della Regione Siciliana risulta che all’inizio del 2022 il Comune di Niscemi trasmise il Piano per l’Assetto Idrogeologico, nel quale veniva segnalato chiaramente l’avanzamento della frana proprio nella zona in cui si è poi verificato il disastro.
E allora la domanda diventa ancora più grave:
perché, al momento dell’individuazione degli interventi più urgenti da inserire nel PNRR sul dissesto idrogeologico – 46 interventi, per un totale di 99 milioni di euro – la frana di Niscemi non fu inclusa?
Di fronte a tutto questo non siamo più nel campo dell’errore, ma della disattenzione sistemica, della superficialità, dei goffi tentativi di scaricare responsabilità e, in alcuni casi, di affermazioni smentite dai documenti ufficiali.
Per queste ragioni,
chiediamo le dimissioni immediate del Ministro Nello Musumeci.
Per rispetto delle comunità colpite.
Per rispetto delle istituzioni.
Per rispetto del ruolo fondamentale che la Protezione Civile deve avere in un Paese fragile come l’Italia.
Firmatari:
Davide Faraone
Annamaria Furlan
Dafne Musolino