13/07/20
territori Infrastrutture

Del Barba: "Ponte di Isella, lo Stato faccia fino in fondo la sua parte"

L'intervento pubblicato da "la Gazzetta di Sondrio", 13 luglio 2020.

Non si trasformi un intervento emblematico in uno stucchevole scaricabarile. All'indomani della tragedia del ponte di Annone, la decisione di verificare e conseguentemente demolire e ricostruire il ponte di Isella fu un parziale riscatto per le istituzioni e un doveroso atto di messa in sicurezza di infrastrutture lungo l'arteria della SS 36.

Ne furono protagonisti il Ministero dei trasporti, Anas, il comune di Civate e la provincia di Lecco. Il completamento e l'apertura del ponte restituirebbe ai cittadini di Civate una giusta compensazione per il disagio subito in questo periodo, ma soprattutto costituirebbe un punto a favore dello Stato e della sua capacità di intervenire di fronte allo sgretolarsi della sua stessa credibilità. Per questo motivo sarebbe estremamente grave se quanto anticipato da ANAS al comune di Civate dovesse realizzarsi, ovvero se si completassero i lavori senza la riapertura del ponte per "mancanza di proprietario" del ponte stesso, che da simbolo di efficienza e di unità tra le istituzioni diverrebbe definitivamente emblema di un capovolgimento del principio di sussidiarietà a favore di una fuga dalle responsabilità.

È chiaro che tutto questo non può e non deve accadere, per il bene e il prestigio di tutte le istituzioni in gioco. Che Anas pretenda chiarezza sulla consegna dei lavori è assolutamente doveroso, ma che contestualmente pretenda di avere individuato una proprietà nel soggetto più fragile, il comune, che non ne era proprietario prima, non ha partecipato alla progettazione, dichiara di non avere risorse e competenze per garantirne la futura manutenzione, appare piuttosto singolare e non può essere accettato dalla politica e dalle istituzioni.

Una vicenda che ancora merita il plauso a tutti i protagonisti non venga distorta in questo modo: in assenza, come allo stato delle cose risulta, di carte che chiariscano definitivamente le legittime pretese di Anas sia lo stato ad essumere l'iniziativa e a farla discendere agli enti inferiori solo quando vi siano chiare possibilità e volontà di svolgere meglio questo delicato compito. Del resto se un pò ovunque le arterie provinciali di una certa delicatezza vengono rilevate da Anas un motivo ci sarà: e il ponte di Isella non ne è certo estraneo.