04/06/20
parlamento economia

De Filippo: "Sì al Mes, ecco le proposte"

Il parlamentare Iv è coordinatore del gruppo di lavoro sul Mes. L'intervista di Leonardo Pisani, "Cronache Lucane" del 4 giugno 2020.

Una base finanziaria solida per il rilancio dell'Italia, per i gruppi parlamentari di Italia Viva la soluzione è spendere bene le risorse provenienti dal Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati e per questo ha hanno messo in piedi un gruppo di lavoro affidandone il coordinamento a Vito De Filippo, capogruppo di Italia Viva nella Comrnissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che coordina da tempo ormai la materia della sanità in parlamento e nel partito di Matteo Renzi a livello nazionale.

«Il dibattito sul Mes (meccanismo europeo di stabilità) è molto complicato e viene declinato anche con toni populisti e demagogici - spiega Vito De Filippo - Ho coordinato per i gruppi parlamentari della Camera e del Senato di Italia Viva un gruppo di lavoro per fare delle proposte operative su come utilizzare questi 36 miliardi di euro circa che possono risolvere molte questioni nella sanità italiana».

Il parlamentare di Italia Viva rimarca che «il dibattito su questo strumento è stato caricato aspramente di argomenti impropri soprattutto dalla destra italiana, sovranista e populista. ma anche da alcuni settori della maggioranza. Perciò è necessario riportare la discussione a questioni concrete e serie».

Il lavoro di coordinamento di De Filippo ha prodotto un documento che, nella giornata di mercoledì e Italia Viva ha lanciato in grande stile come proposta alla maggioranza sia sui social ma anche nel dibattito in parlamento.

Cosa propone Italia Viva? il documento approvato dall'Eurogruppo in data 8 maggio 2020 apre una nuova linea di credito, denominata Pandemie Crisis Support, nel vigente Meccanismo Europeo di Stabilità. Cos'è il Pandemic Crisis Support? In estrema sintesi: ammontare massimo pari al 2% del PLL 2019 (per l'Italia, si tratta di 35.74 Md; tasso di interesse vicino allo 0% (0,35%) il primo anno e 0,15% per gli anni successivi); durata del prestito massima di 10 anni; disponibilità quasi immediata; assenza di condizionalità, fatta salva la destinazione dei fondi per le spese "dirette e indirette di salute pubblica, cura e prevenzione legate alla crisi Covid-19, entro il 31 dicembre 2022, termine massimo per la richiesta.

Insomma, la posizione di Italia Viva è che tale strumento potrebbe essere utile per Paesi con criticità relative ad alti tassi di interesse e debito elevato. Sulla conseguenze economiche del lockdown, il deputato De Filippo sostiene che in base alle stime: «dovrebbero produrre un calo del PIL superiore all'8% per il 2020 (Banca d'Italia lo stima al -9% nella sua ultima analisi di scenario), con un "rimbalzo" solo parziale per il 2021 (stimato attorno al +4,8% sempre da Via Nazionale)».

«Secondo la Relazione al Parlamento allegata al DEE 2020, lo scostamento di bilancio approvato porterà il nuovo livello del debito pubblico al 155,7% del P1L nel 2020 e al 152,7 per il 2021», sottolinea Vito De Filippo.

In questo contesto, si inserisce l'incremento dello spread conseguente al lockdown, che attualmente si è portato intorno ai 230 b.p., determinando un aumento sensibile della spesa per interessi. Perché l'utilizzo del Mes è così fortemente voluto da Renzi e dal suoi gruppi in Senato e Camera dei Deputati, alla domanda il parlamentare di Italia Viva spiega: «La spirale incrementale rapporto Debito/Píl - spesa per interessi può generare una serie di gravi criticità in tema di sostenibilità finanziaria nel medio-lungo periodo, cui si connette un rischio downgrade del nostro debito da parte delle agenzie di rating. L'innovativa linea di credito accordata dall'Eurogruppo può essere quindi uno strumento interessante per acquisire liquidità, limitando al contempo la spesi per interessi. Difatti, con un rapido calcolo, se decidessimo di non utilizzare il nuovo PCS del MES e reperire circa 36 miliardi emettendo Buoni del Tesoro alle condizioni attuali, la spesa per interessi ci costerebbe circa 700 milioni in più all'anno. per un totale di 7 miliardi in 10 anni». 

Ma come dovrebbero essere utilizzati i fondi del Mes e quali sono le proposte di Iv? «Le esigenze di contenimento della spesa sanitaria e di riqualificazione dei Servizio Sanitario, sia a livello nazionale che regionale, hanno comportato una progressiva azione di razionalizzazione, sia dal punto strutturale che per quanto concerne il personale, si pensi ai blocchi del turn-over nel Sud Italia, che hanno comportato conseguenze a volte drammatiche - conclude De Filippo - tale tendenza, diffusa soprattutto in ambito ospedaliero, ha interessato anche il livello territoriale nonché, come abbiamo potuto purtroppo notare, quello dell' emergenza-urgenza. Stando quindi all'unica condizionalità dell'accordo, cioè utilizzare le risorse per spese "dirette e indirette di salute pubblica, cura e prevenzione legate alla crisi Covid-19", si propone l'utilizzo della nuova linea di credito predisposta dal MES, con alcune ipotesi di lavoro, cito in maniera sintetica: 10 miliardi per ospedali e personale sanitario, 10 miliardi per i servizi medici e l'assistenza territoriale, 2 miliardi per la digitalizzazione, 5 miliardi perla ricerca, 8 miliardi per imprese e trasporti».