15/05/20
economia territori

De Filippo: "Banca Popolare di Bari, non possono pagare i lavoratori"

L'interrogazione del nostro parlamentare.

Dopo l'intervento in esclusiva a Cronache Tv sulla vicenda dell'ennesimo Piano industriale "lacrime e sangue" per la Banca popolare di Bari, quest'ultimo, per gli anni 2020-2024, presentato dai Commissari Ajello e Blandini, non più dagli Jacobini, il parlamentare lucano Vito De Filippo si è deciso a presentare una interrogazione a risposta orale diretta sia al ministro dell'Economia e delle Finanze, Gualtieri, che a quello del Lavoro e politiche sociali, Catalfo.

De Filippo, come riporta il quotidiano "Cronache Lucane" del 15 maggio 2020, nonché numerosi altri quotidiani locali, lo ha fatto «per chiedere iniziative urgenti a tutela dei lavoratori, degli azionisti e dei risparmiatori».

«Dopo l'intervento del Parlamento e del Governo - ha aggiunto De Filippo - con una legge che ha messo a disposizione 900 milioni di euro non è pensabile che la ristrutturazione del sistema bancario meridionale sia, drammaticamente, caricato sui lavoratori ed i risparmiatori».

Il 13 dicembre dell'anno scorso, la Banca d'Italia ha posto in amministrazione straordinaria la Banca popolare di Bari «a seguito di un'inchiesta per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza».

I Commissari straordinari, conseguentemente, hanno predisposto un nuovo piano industriale da 1 miliardo e 400mila euro, con l'ambizioso obiettivo di tornare all'utile nel 2022, «con il cospicuo impiego di risorse pubbliche e la previsione della trasformazione della Banca popolare in società per azioni».

Come sottolineato da De Filippo nell'interrogazione, «per la riorganizzazione della Banca, peraltro, si prevederebbe un grande sacrificio occupazionale con 900 esuberi, 300 dalle direzioni generali e 600 dalla rete territoriale, su 2.642 dipendenti complessivi». «

Si prevede altresì - ha proseguito il deputato di Italia Viva, capogruppo nella Commissione "Affari Sociali" - la chiusura di 94 filiali in Basilicata, Campania, Abruzzo, Calabria, Marche, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, nonché delle direzioni di Potenza e Teramo».

«Si sono tenuti due successivi incontri tra l`azienda e le organizzazioni sindacali - riporta nel testo dell'interrogazione De Filippo - al fine di illustrare il nuovo piano industriale, ma non si è raggiunto un sostanziale accordo tra le parti. Le organizzazioni sindacali, in particolare, hanno respinto la prevista riduzione del personale e della rete territoriale e richiedono alle istituzioni, regionali e nazionali, di adoperarsi al fine di salvaguardare i livelli occupazionali ed i presidi territoriali dell`Istituto bancario».

Il deputato lucano di Italia Viva, ha chiesto espressamente ai ministri «se siano a conoscenza di quanto esposto e quali urgenti iniziative di competenza intendano adottare per garantire i livelli occupazionali ed i presidi territoriali della Banca Popolare di Bari, dal momento che tale piano industriale, con le sue esternalità negative in termini di occupazione, rischia di aggiungere un ulteriore pregiudizio alla condizione economica del Sud Italia, in aree già drammaticamente colpite dalle misure di lockdown necessarie al contrasto dell`emergenza epidemiologica da Covid-19».

Per De Filippo, infine, il ministro dell'Economia e delle Finanze, unitamente al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, devono rispondere su «quali iniziative di competenza intenda porre in essere il Governo al fine di individuare strumenti di tutela per i soci azionisti che hanno visto deprezzare le proprie azioni in conseguenza della cattiva gestione dell'Istituto».