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Ddl Zan, Scalfarotto: "In Aula sarà un Vietnam. Letta lo sa, non basta Italia Viva"

Estratto dell'intervista di Alessandro Di Matteo, "la Stampa", 12 luglio 2021.

Con il «muro contro muro» il Ddl Zan rischia di «non diventare mai legge», per questo Ivan Scalfarotto - alla viglia dell'approdo in aula del provvedimento - lancia ancora un appello al Pd. Non ha senso, insiste, dire che per approvare la legge basterebbe il voto di Italia Viva: «Letta conosce il Parlamento e sa che non è così. Da domani sarà il Vietnam, la Lega farà ostruzionismo, ci saranno molti voti segreti. M5s sta vivendo la fase che sappiamo, ci sono dubbi nel Pd... chi può garantire che ci sarà la compattezza che serve».

Ma quindi come vi comporterete voi di Iv? Non chiederete il voto segreto, ok. Ma presenterete emendamenti?
«Lo abbiamo detto più volte. Noi abbiamo votato provvedimento alla Camera, ma il problema è che già da domani vedremo un ostruzionismo molto spinto, visto che si è deciso di andare in aula col muro contro muro. Il regolamento offre strumenti ficcanti a chi si oppone. Non credo che riusciremo a fare i primi voti prestissimo, le destre si iscriveranno in massa a parlare, presenteranno pregiudiziali di costituzionalità... Come è noto anche i governi con maggioranze molto ampie ricorrono spesso al voto di fiducia, di fronte al Vietnam parlamentare. Noi stiamo cercando di trovare un accordo che permetta di approvare il provvedimento. Il rischio in questo momento è che il testo Zan non diventi mai legge».

Veramente Letta dice che se Iv vota compatta il ddl Zan passa.
«Letta sa che non è così. La destra chiederà il voto segreto ogni volta che potrà: pensiamo alla situazione di M5s, ai dubbi che ci sono anche nel Pd. Chi è in grado di garantire compattezza in questo momento? Lo stesso Zan ha detto: andiamo in Aula, incrociando le dita. Ma incrociare le dita non è una strategia parlamentare».

Voi proponete come "lodo" il Ddl che proprio lei ha presentato. Ma il Pd sostiene che la Lega punta solo a prendere tempo per poi far insabbiare il provvedimento alla Camera. Non pensa che potrebbe essere così?
«Se la Lega bluffa lo si vede subito. Allora sì che varrà la pena di "incrociare le dita" e andare alla conta. Noi abbiamo fatto una proposta, modificare il testo Zan con una formula che era in un testo che avevo firmato io, un ddl che aveva firmato anche Zan, la Pollastrini, la Serracchiani, Orfini... Per noi la soluzione può essere spostare l'attenzione dalle caratteristiche delle vittime - l'orientamento sessuale e l'identità di genere - al movente del reato, cioè punire i reati fondati su omofobia e transfobia. Concentriamoci sulle motivazioni di chi compie il reato. In questo modo si tutela tutta la comunità Lgbt, ma si evita l'ostruzionismo della destra».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa su "la Stampa".