29/11/19

Faraone: "L'unica colpa di Matteo è aver voluto fondare un partito"

L'Intervista al capogruppo di Italia Viva al Senato, pubblicata da il Dubbio, 29 novembre 2019

«La gogna ti toglie la vita. Non stiamo attaccando l`indipendenza della magistratura, ma stiamo difendendo l'indipendenza della politica. L'unica colpa di Renzi? Aver voluto fondare un partito». A parlare è Davide Faraone, senatore di Italia Viva e oggi in prima fila nel difendere l'ex premier dopo l`inchiesta della procura di Firenze sulla fondazione Open.

Crede anche lei che qualcuno voglia distruggere il progetto politico di Matteo Renzi attraverso un'indagine?

L'unica colpa di Matteo Renzi è quella di aver voluto fondare un partito. E come abbiamo detto in questi giorni: chi è che decide che cosa è un partito o no? Non lo decidono i giornali, non lo decide la magistratura, altrimenti l'articolo 49 della Costituzione diventa carta straccia. Non ci possono essere partiti fondati a nostra insaputa. Open è una fondazione che è stata trattata come un partito, i finanziatori come delinquenti e Italia Viva come una banda di malfattori che spendono con carte di credito i soldi degli altri. Noi siamo garantisti, ma fessi no. Dopo questo fatto, con le perquisizioni che sono scattate in contemporanea in dieci città, modello "retata", Matteo Renzi si è messo davanti alle telecamere per rispondere a tutte le domande dei giornalisti: non è scappato, ci ha messo la faccia. Trovatemi un altro politico che messo così sotto assedio senza che vi sia alcuna indagine in corso, con i conti correnti violati e sbattuti in prima pagina su tutti i giornali, non parli a buona ragione di "vulnus" aperto nella nostra democrazia. L'unico reato commesso sin qui è la violazione del segreto bancario e la pubblicazione di dati sensibili sui giornali. Ci sono interrogativi inquietanti che riguardano tutti: chi ha dato queste veline ai giornalisti? Come mai le redazioni dei giornali hanno in mano le carte delle inchieste prima di tutti? Ieri sera sono arrivate le scuse del giornalista de L'Espresso che aveva accusato Renzi di essersi fatto pagare la casa da un finanziatore quando sappiamo che Matteo ha ricevuto un prestito personale che ha rimborsato nel giro di 4 mesi: noi delle scuse siamo contenti, ma adesso basta. C`è un clima surreale davvero: si sta spingendo fango col ventilatore.

L'ex premier dice di non voler attaccare la magistratura, ma ha ricordato le indagini di Creazzo sulla sua famiglia e ha allertato la procura di Genova, competente sul distretto di Firenze...

Diciamo che quando due giudici non fanno altro che indagare su di te e su qualunque tuo congiunto, fino al grado di parentela più lontano, quando scoperchiano casa tua, scavano nella vita dei tuoi cari, finanche a metterli agli arresti domiciliari, due 70enni, senza che sia necessaria o prevista dal gip una misura così invasiva per il tipo di reato ipotizzato, quando trattano una fondazione come fosse la banda della Magliana e decidono che è un partito politico sostituendosi alla libera iniziativa dei cittadini, allora qualche dubbio viene. Ma la verità verrà a galla, noi abbiamo pazienza.

Davvero è a rischio la tenuta democratica delle istituzioni?

È surreale il clima che si sta generando: chi fa un partito non lo decide la magistratura o la redazione di un settimanale. Io credo profondamente nell'idea della separazione dei poteri di Montesquieu: il fatto che le funzioni legislativa, esecutiva e giudiziaria restino separate ed affidate a organi diversi e indipendenti rappresenta la tutela delle nostre libertà. Oggi vedo qualche sovrapposizione, lo ammetto, e mi stupisco.

Aveva ragione Berlusconi, dunque?

Ogni percorso e ogni storia è a sé e non mi piace il mantra di queste ore che vuole cercare paragoni tra Renzi e Berlusconi o Craxi. Mi limito a riflettere sul numero di volte che le vite delle persone, i loro destini, le vicende professionali sono state interrotte da indagine condotte senza arrivare a nulla, per anni e anni. La gogna ti toglie la vita, lo sappiamo bene. Per questo siamo garantisti sempre e continueremo a batterci per un Paese dove esista il diritto a un processo breve e in tempi certi.

Open è davvero così trasparente? Non è stato, forse, un errore abolire il finanziamento pubblico ai partiti?

Rivendichiamo la volontà di abolire il finanziamento pubblico ai partiti, cosa che abbiamo voluto noi per primi. Ora si sta cercando di abolire anche quello privato, intimidendo i finanziatori. Noi credevamo e crediamo in un modello all'americana, dove le donazioni sono libere e trasparenti. Open hapeccato di eccesso di trasparenza. Questa vicenda nasce perché la fondazione ha chiesto ai suoi finanziatori di poter rendere noti i loro nomi in tempi in cui nessuna legge lo prevedeva. Quale altra fondazione in Italia lo ha mai fatto?

Lei ha inviato una lettera alla presidente Casellati per ridiscutere il tema del finanziamento ai partiti. Qual è il senso di questa iniziativa?

Quella di sfidare tutti sulla trasparenza e di aprire un dibattito sul funzionamento dei partiti. Siamo stati noi i più trasparenti e oggi chiediamo la commissione di inchiesta. Non stiamo attaccando l'indipendenza della magistratura, ma stiamo difendendo l'indipendenza della politica ed è per questo che abbiamo chiesto un confronto in aula. Vuole sapere quale sarà la reazione di tutto questo? Che la gente capirà cosa sta succedendo e ci sosterrà ancora di più come abbiamo visto nelle ultime ore con un vero e proprio boom di libere donazioni da semplici cittadini. Prima di tutto perché abbiamo un progetto politico vero, solidamente riformista, che si chiama piano Shock e anche in manovra abbiamo dimostrato la nostra identità no tasse e per la crescita. E secondo perché gli italiani capiscono molto bene quello che sta accadendo, altrimenti un domani chiunque può decidere che una srl è un partito.