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D'Alessandro: "Dobbiamo avere l'ambizione di essere percepiti come interlocutore irrinunciabile"

La lettera al Direttore, inviata a "il Foglio", 3 marzo 2021.

L'intervista del collega Luciano Nobili, rilasciata al Foglio, ha l'indiscusso merito di aver aperto un dibattito "mattutino" all'interno di Italia Viva, fuori dalla regola delle nostre riunioni Zoom pre-notturne. Viene anticipata una linea possibile di evoluzione di Italia Viva verso una Margherita 2.0, che dovrebbe aggregare altri (forse) per far compiere un passo di qualità al progetto di un polo liberal-riformista che manca al paese.

L'auspicio si è immediatamente arenato con il tempismo tipico dei tweet di Carlo Calenda, a cui si è aggiunto l'anatema nei confronti di Renzi. La "lavatrice" Draghi, che sia una tregua o un tempo-ponte, riguarda tutti: dalle finzioni evolutive europeiste della Lega, all'opposizione tattica di Fratelli d'Italia, agli interrogativi del Movimento 5 stelle, al nuovo ruolo di Conte, al futuro del Pd attraversato da un dibattito profondo, passando per un'area frastagliata e densamente abitata del campo riformista, liberale e convintamente europeista. Quindi, anche Italia Viva, ma ora siamo nel dopo delle armi.

Indipendentemente dal sistema elettorale, ammesso e concesso che l'attuale legge verrà superata, ritengo che la costruzione di un soggetto politico non possa sfuggire dalla scelta del campo. Chi ti vota deve sapere cosa ci farai con quel voto, con chi ti allei prima (auspicabilmente) o dopo. La Margherita (prima il Ppi di Marini) nacque nella chiarezza del posizionamento politico: non stavamo "con il centrosinistra", ma eravamo il centrosinistra, che senza di noi semplicemente non esisteva.

Dobbiamo avere l'ambizione di non essere percepiti come un centro mobile o volatile della politica italiana, ma l'interlocutore irrinunciabile, certo non da soli, per un campo largo che - senza questa iniziativa - è costretto all'abbraccio populista o sovranista. Ci riguarda o no? Coltivare questi interrogativi significa fare i conti con se stessi, con la propria storia, con la politica sganciata da contingenze, tweet e tattiche. Tutte finite, per tutti, con il governo Draghi.

Questo è il dibattito che all'interno di Italia Viva dobbiamo portare avanti e mettere a disposizione, con generosità, di quanti animano fuori da noi convergenti riflessioni. Penso all'appello lanciato da autorevoli personalità liberali, popolari, socialiste, del mondo del lavoro e dello studio, contro il "bipopulismo", tutti fortemente europeisti, non di comodo, ma per scelta "costituzionale".

Per Italia Viva questo è il momento di un congresso nazionale che decida, non i nomi, ma se la nostra esperienza è conclusa e va verso altri contenitori, e qual è il campo su cui costruiamo (dai territori al livello nazionale) la nostra proposta per il paese. Non so quanto tempo avremo, ma il momento di scegliere è adesso.