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D'Alessandro: "Anche in Abruzzo i risultati sono evidenti. Ripartiamo da riformisti e liberali"

L'intervento pubblicato da "il Messaggero", 22 ottobre 2021.  

I fatti degli ultimi giorni. il duro attacco di Domenica Pettinari a Silvio Paolucci durante l'ultima assise regionale e le tensioni a Chieti per l'ingresso in giunta di Fabio Stella, fratello della consigliera regionale Barbara, hanno finito per mettere in discussione quello che sembrava ormai un assioma, ovvero l'alleanza futuribile tra Pd, e più generalmente il centrosinistra, e il Movimento 5 Stelle. Ad aggiungere ulteriore pepe al ragionamento sono stati anche gli esiti dell'ultima tornata elettorale, in virtù dei quali il deputato di Italia Viva, Camillo D'Alessandro, è sembrato mettere un freno: «Va costruita - dice al Messaggero - un'alternativa liberale e riformista, rivendicando il lavoro fatto finora e senza essere intimoriti da questo quando il Movimento 5 Stelle ci mette sullo stesso piano della destra di Marsilio».

Insomma, il centrosinistra si trova a un bivio e comporre il quadro non sarà semplice. anche se lo stesso Camillo D'Alessandro non esclude «convergenze programmatiche». «Due - dice il deputato lv - sono gli effetti politici di questo voto. Da un lato il salto di qualità della sconfitta del centrodestra, che ad Avezzano e Chieti non era andato unito che invece stavolta l'ho fatta. Dipende dal fatto che molti dibattiti hanno riguardato la Regione con giudizi negativi sull'attuale governo. L'altro aspetto è quello che è accaduto in consiglio regionale: lo scontro è la dimostrazione lampante che noi purtroppo abbiamo ragione nel ritenere che è cambiata la geografia politica. Ovunque le liste messe in campo da Italia Viva, quasi il 10% a Sulmona, il 7 a Francavilla, il 6 a Vasto e il 5 a Lanciano, hanno ottenuto risultati importantissimi. Se questi si aggiunge la performance di Azione si superano picchi del 10%».

Sul futuro, in particolare sui rapporti con í grillini, D'Alessandro è tranciante: «La componente liberale e riformista oggi supera il 10%, va costruita un'alternativa in questo campo, insieme al Pd, per cominciare a parlare alla società abruzzese. L'alternativa in cui potrebbe ficcarsi il Pd è lo spettacolo andato in onda il consiglio regionale. Non possiamo perdere tempo nell'aspettare convergenze parallele». D'Alessandro la individua in quella «quota di elettorato mobile, tradizionalmente moderato».