territori energia

Conzatti: "Sull'idroelettrico obiettivo centrato"

L'intervento pubblicato da "l'Adige", 3 giugno 2022.

In Senato, con l'approvazione del Ddl Concorrenza, abbiamo affermato un principio importante, affermando che l'acqua è fonte di energia e che le centrali idroelettriche sono un asset strategico per l'Italia. Un principio che ho affermato durante la dichiarazione di voto in Aula.

Ribadendo come l'accordo politico per riscrivere l'articolo relativo al rinnovo delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico abbia comportato una lunga e approfondita discussione, che ha tenuto conto sia del momento storico di grave crisi del settore energetico che genera impatti macroeconomici negativi sia del rispetto del Diritto europeo e degli orientamenti del Consiglio di Stato.

Resto infatti convinta che la tutela e la promozione della concorrenza sia fondamentale per garantire efficienza economica, giustizia sociale (minori prezzi), nonché qualità del servizi pubblici e anche di riflesso tutela dell'occupazione, sviluppo degli investimenti e dell'innovazione in funzione della tutela dell'ambiente, della sicurezza e del diritto alla salute dei cittadini.

È però evidente come una normativa concorrenziale, in un momento di trasformazione - quantomeno in riferimento al settore energetico - dell'economia, da economia dl mercato in economia di guerra, avrebbe potuto mettere a rischio il controllo di asset strategici per la sicurezza del sistema energetico e per l'autonomia energetica nazionale.

Mi sono convinta, e poi in molti ci siamo convinti, che servisse una maggiore protezione di tali asset. Il settore idroelettrico infatti è inequivocabilmente strategico per il Paese. Ed è gestito largamente da realtà italiane, in gran parte a controllo pubblico, con una filiera dl componenti nazionale.

È un settore capace dl contribuire per circa il 20% alla produzione elettrica totale, percentuale che sale al 40% rispetto alla produzione da fonti rinnovabili. Rappresenta una fonte di energia rinnovabile pregiata, in quanto programmabile e non intermittente. L'azione emendativa ha tenuto conto dl tali preoccupazioni ed abbiamo così ottenuto che le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche fossero inserite all'interno della disciplina Golden Power, estendendo i poteri speciali dello Stato anche ai casi in cui, all'esito di procedure dl affidamento dl tali concessioni, la tutela degli Interessi essenziali dello Stato non fosse adeguatamente garantita. La revisione della normativa Golden Power è stata introdotta con emendamento nel DL 21 del 21 marzo 2022 cosiddetto Taglia Prezzi, così come richiesto da un mio specifico emendamento.

In secondo luogo abbiamo voluto privilegiare una modalità di affidamento - quella del cosiddetto partenariato pubblico privato - che potesse promuovere e valorizzare l'innovazione tecnologica, la sostenibilità delle infrastrutture di grande derivazione idroelettrica ed il rispetto dell'ambiente.

In terzo luogo e con riferimento alle concessioni scadute, abbiamo previsto che le Regioni e così le Province autonome possano consentire agli ex concessionari la prosecuzione dell'esercizio della derivazione nonché la conduzione delle opere e dei beni passati in proprietà delle regioni, fino al maggior termine del 31 dicembre 2024. Sono stati inoltre. prorogati a tre anni - decorrenti dall'entrata in vigore della Legge annuale sulla concorrenza - i termini massimi entro i quali si prevede la possibilità di consentire la prosecuzione dell'esercizio delle derivazioni scadute.

Rilevanti e mai scontate risultano anche le modifiche a favore delle concessioni dl grandi derivazioni idroelettriche presenti sul territorio delle Province autonome di Trento e Bolzano, normate dallo Statuto d'Autonomia.

È stata allineata al 31.12.2024 la scadenza delle attuali concessioni, con un anno di proroga inserito all'art. 13 dello Statuto d'Autonomia. Sono stati inoltre estesi a 3 anni - decorrenti dal 2022 - i termini per completare le riassegnazioni idroelettriche anche trentine ed altoatesine. Inoltre con l'inserimento della clausola di salvaguardia - clausola di prassi non inserita dato che le normative europee concorrenziali si applicano anche alle speciali - abbiamo voluto fosse ribadito che le Province autonome disciplinano con propria legge statutaria: modalità. procedure di assegnazione, norme procedurali per lo svolgimento delle gare. termini di indizione, criteri di ammissione e di aggiudicazione, requisiti finanziari, organizzativi e tecnici dei partecipanti e durata delle concessioni.

Infine, già durante il lavoro svolto alla Camera si era ottenuto una sorta di "scivolo" prevedendo che le nostre autonomie possano in automatico allinearsi ad ulteriori eventuali proroghe che dovessero essere decise a livello nazionale. Un lavoro politico a favore delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche presenti sul territorio delle Province autonome di Trento e Bolzano, svolto in piena sinergia tra Italia Viva ed SVP sin dalle prime riunioni a Palazzo Chigi. Un lavoro istituzionale delicato sia a Roma diffondendo conoscenza delle prerogative dell'Autonomia sia sul territorio in collaborazione tra i tecnici della Provincia, il Presidente della Commissione dei 12 e Federbim, la Federazione nazionale dei Consorzi di bacino imbrifero montano. Il delicato compito di ottenere la riassegnazione delle concessioni del Trentino e Alto Adige passa ora nelle competenti mani degli attuali concessionari.