L'intervista pubblicata da "L'Adige", 10 Aprile 2022.
Alcide De Gasperi nominato più volte di quanto sia stato citato Matteo Renzi alla Leopoldina di Italia Viva Trentino, organizzata ieri a Palazzo de Probizer di Isera dalla senatrice roventana Donatella Conzatti, nata politicamente nel mondo civico roveretano e ora parlamentare di Italia Viva, il movimento creato da Matteo Renzi.
Una giornata dedicata al "Pensiero riformista" con riflessioni a scala locale ("L'autonomia non serve se non la usiamo per fare di più e meglio"), nazionale e globale.
Un incontro che è servito a fissare il perimetro preliminare di un campo riformista in vista delle elezioni politiche in programma fra un anno e delle provinciali in calendario tra un anno e mezzo. Al mattino i tavoli di lavoro tematici, dedicati ad agenda globale, sostenibilità, interconnessioni, inclusione.
Al pomeriggio la tavola rotonda, moderata dal direttore dell'Adige Alberto Faustini, con la senatrice Conzatti e i suoi colleghi di partito alla Camera, Raffaella Paita, ligure, presidente della Commissione Trasporti a Montecitorio, Silvia Fregolent, torjnese, membro della Commissione Ambiente, Massimo Ungaro, eletto nella Circoscrizione Estero-Europa, membro della Commissione finanze, e la senatrice toscana di Azione Barbara Masini, della Commissione Affari europei di Palazzo Madama.
Prove di area riformista in corso, quindi. Alla domanda diretta del direttore Faustini, a fine incontro, "Cosa serve perchè Carlo Calenda e Matteo Renzi si mettano politicamente insieme", la risposta della pattuglia parlamentare di Italia Viva e della senatrice di Azione è stata: "Forse devono decidere chi fa il capo e chi fa il vice... Non è facile. Allora una donna capo e loro due vice...".
Al di là delle alchimie politiche e delle fusioni a caldo o a freddo, è apparso evidente che il campo politico nazionale e locale, dove nessun orizzonte appare certo e inscalfibile, offre, se non praterie, agevoli sentieri per creare un'area riformista che cerchi il consenso degli elettori oltre le vecchie percentuali di risulta.
E quest'area che sta prendendo corpo si presenta come partito del Sì. Sì alle riforme e alle opere. No all'emotività che blocca tutto. I cinque parlamentari sono stati invitati a esporre le loro priorità: da quella fiscale alla semplificazione della normativa sugli appalti (modello Ponte Morandi per le infrastrutture, con tempi ridotti da quattro a un anno per il via ai lavori); dalla riforma della legge elettorale alle adozioni anche per i single, alla riforma del titolo V della Costituzione, con materie turismo, sanità ed energia che tornino dalle regioni alla competenza statale. Sul fronte russo, avanti con le sanzioni più dure, ma anche con un fondo europeo compensativo per i danni alla nostra economia.
"Ci sentiamo trentini, italiani, europei - ha detto in apertura dei lavori la senatrice Conzatti - e l'autonomia è il modo per rendere più veloci i processi di riforma europei e nazionali. Non è centralismo, ma centralità dei temi. Ci sentiamo ben rappresentati da Mattarella, Draghi e dalla von der Leyen, speriamo rivinca Macron in Francia, e siamo convinti che il Pnrr sia un'occasione da non mancare. Non abbiamo magliette imbarazzanti negli armadi e sappiamo da che parte stare: dal lato della democrazia e dei diritti".
Raffaella Paita si è detta colpita dal lungo elenco di infrastrutture in discussione in Trentino, "ma nessuna ancora partita. Se i tempi sono rapidi i cittadini riconquistano fiducia. Altrimenti si alimenta il partito del no a tutto. Il bypass ferroviario? Un'opera che va fatta. Ragionando bene sul tema del potenziale inquinamento delle falde. Vi do la mia disponibilità a occuparmi delle questioni idrauliche e geologiche."
Non è più un tabù nemmeno l'energia nucleare, perchè pulita. Alla convention c'erano Ugo Rossi, l'ex presidente autonomista del Trentino ora in Azione, e Alexander Schuster di +Europa.
