territori elezioni 2022

Conzatti: "Le mie battaglie a Roma condivise con il Trentino"

Intervista di Lisa Maria Petruno, "l'Adige", 26 agosto 2022.

Di Michaela Biancofiore, che si troverà di fronte sul collegio senatoriale di Rovereto, Donatella Conzatti, senatrice e candidata dell’Alleanza democratica per l’Autonomia, preferisce non parlare, mostrando indifferenza rispetto alle dichiarazioni sprezzanti della concorrente: «Parliamo di politica, i competitor li sceglie la controparte, a noi qualsiasi scelta va bene».

Allora partiamo dalla sua collocazione in Senato, qualora venisse rieletta, visto che è un esponente di Italia Viva che a livello nazionale fa parte del «terzo polo» e non è alleata del Pd: la discussione sul suo nome nella coalizione era legata anche a questo, oltre alla sua precedente esperienza nel centrodestra. Da che parte starà?
Faccio politica dal 2009 e chi mi conosce sa che le battaglie che porto avanti sono sempre le stesse. Ovviamente credo molto nel tema dell’Autonomia, che è un fatto non solo amministrativo ma di cultura di comunità. Sono una riformista, mi piace pensare che chi fa politica lo fa per vedere i problemi come sono e cercare di risolverli in una logica di progresso sociale che riduca le disuguaglianze. Lavoro per la parità e contro le discriminazioni e sono una europeista. Questi sono i miei valori da sempre, mentre nella politica italiana non sempre abbiamo avuto la fortuna di avere una forza nazionale di riferimento unitaria, quindi ho cercato di rimanere coerente a me stessa cercando una risposta nelle forze che c’erano, con sano realismo. In Trentino il terzo polo ha fatto un passo in più con la carta d’intenti dell’Alleanza democratica impegnandosi a lavorare per l’autonomia a Roma in stretta collaborazione con la Svp, se sarà possibile nel gruppo delle autonomie.

Sul piano politico, oltre che elettorale, perché era così importante che centrosinistra e terzo polo si unissero nell’Alleanza democratica?
La nostra legge elettorale è stata pensata per permettere ai senatori di essere eletti su logiche territoriali per rappresentare a Roma l’Autonomia. Ma noi abbiamo fatto una scelta prendendo atto di un percorso. Nel 2020 abbiamo eletto assieme i sindaci Valduga e Ianeselli e a luglio eravamo già seduti al tavolo di coalizione per offrire un modello di Trentino non autarchico nel 2023. Stavamo facendo un percorso e questo ci ha tenuto insieme.

Le parlamentari della Lega, in particolare Vanessa Cattoi, rivendicano il merito di aver portato a casa le norme su A22, centrali idroelettriche e altre misure positive per il Trentino. Vi contendete il merito?
I portali del Senato e della Camera sono trasparenti. Tutti possono vedere di chi è la prima firma degli emendamenti. L’emendamento alla Camera che ha introdotto il parternariato pubblico privato per A22, ad esempio, porta la firma di Lella Paita (Italia Viva) presidente della commissione Trasporti, che ha lavorato strettamente con me. È oggettivo. Ma al di là di questo, siamo tutti contenti che il Trentino abbia fatto passi avanti.

Pensa che il suo lavoro in Parlamento abbia avuto un peso nella scelta del centrosinistra di sostenere la sua ricandidatura?
Credo di sì. Ho cercato di lavorare stando strettamente in contatto con il Trentino, parlando direttamente con gli interlocutori: A22 quando c’è stato il tema concessione e la Provincia, oppure Dolomiti Energia sulle concessioni idroelettriche e sullo Statuto con il presidente della Commissione dei 12. Ho sempre cercato di creare una grande comunità di pensiero in Trentino rispetto ai temi che a Roma si trattavano per decidere insieme quale era la strada migliore da percorrere.

Come riassumerebbe la differenza più profonda tra la vostra proposta politica e quella del centrodestra?
Non vorrei essere tra quelli che citano a sproposito uno statista immenso come De Gasperi. Ma io vorrei ricordare che De Gasperi credeva in una Europa federale, quindi non delle nazioni che vanno in Europa a fare la voce grossa e mettono veti: quindi non in un condominio europeo ma in una comunità europea. Poi credeva in una base valoriale comune europea costituita dalla libertà, lo stato di diritto, e la democrazia; credo che alcuni riferimenti delle proposte di questa destra destra siano molto lontane da questo modello. Inoltre De Gasperi credeva nella collocazione saldamente atlantica dell’Italia, mentre alcune magliette con la faccia di dittatori (Putin, Ndr.) di alcuni leader di destra destra (Salvini, Ndr.) o i referendum no euro, credo siano molto distanti. Io mi sento in linea con il pensiero di De Gasperi, mentre altri lo citano a sproposito.