Controcorrente

"Controcorrente" a Bari, Termoli e Pescara. Renzi: "Siamo andati controcorrente per realizzare questa svolta"

Le tappe del 26 luglio 2021.

Ancora una giornata di appuntamenti sul territorio, per Matteo Renzi che, nel suo tour di presentazione del suo recente volume, "Controcorrente", ha preso parte a ben tre eventi, nella sola giornata di lunedì 26 luglio. 

Matteo Renzi ha chiuso a Bari la sua due giorni in terra pugliese, affrontando, durante la presentazione svoltasi nella libreria "Feltrinelli", alla presenza della stampa, i temi più spinosi dell'attualità politica.

Renzi ha, innanzitutto, dedicato un passaggio alla vicenda che, nel corso della giornata, ha visto protagonista Marco Travaglio: alla festa di Articolo 1 a Bologna, Travaglio aveva attaccato duramente il presidente del Consiglio Mario Draghi, definendolo "figlio di papà". "Io penso  - ha spiegato Renzi - che mettendo il paese nelle mani di Draghi noi abbiamo salvato l'Italia dalla crisi sicura sanitaria, ma anche economica, legata al debito pubblico. Credo che Draghi sia la migliore arma che ha in questo momento l'Italia. Voglio portargli la mia solidarietà per l'attacco vergognoso. Travaglio ha utilizzato nei confronti di Draghi parole vergognose, definendolo in modo offensivo e poi dicendo che è un figlio di papà, ignorando anche una dimensione umana e personale, essendo Draghi orfano di padre dall'età di 15 anni. Io contesto la violenza verbale che ha caratterizzato larga parte dell'esperienza grillina e che in stretta connessione con il mondo dei media ha caratterizzato la costruzione di un clima terribile. Spero che il partito di Speranza, Bersani e D'Alema, partito che ieri a scena aperta applaudiva quando Travaglio ha detto quelle cose vergognose, senta l'esigenza di chiedere scusa per la scena indecente".

Renzi ha poi affrontato la questione delle elezioni suppletive a Siena, ribadendo che "se si potrà trovare un accordo su Siena sarebbe meglio per tutti"; il dibattito sul Ddl Zan, spiegando che è necessario quanto prima portare la discussione in Aula, poiché "chi dice di no lo fa perché ha una visione della politica legata al populismo, al qualunquismo e alla mediocrità"; il tema del Green pass e dell'obbligo vaccinale, dicendosi "diametralmente all'opposto delle parole di Matteo Salvini e Giorgia Meloni"; la necessità di ritornare alle lezioni in presenza, sottolineando che "se a settembre per la mancanza di vaccini dobbiamo tornare alla DAD è una tragedia", e, infine, un passaggio sul MES, entro il quale ha ribadito l'importanza di investire in sanità e ricerca.

La tappa successiva ha portato "Controcorrente" e Renzi in Molise, a Termoli. A Cala Sveva, Matteo Renzi è arrivato accompagnato dalla parlamentare Iv molisana Giusy Occhionero, che ha avuto il compito di introdurre la presentazione e che ha ringraziato Renzi per l'iniziativa. In sala, anche Donato D'Ambrosio, Giulia Di Silvestro e Fabio Iannucci, nonché l'europarlamentare Aldo Patriciello, tanti amministratori locali, simpatizzanti e militanti Iv.

Anche durante questa tappa, i capitoli del libro hanno fatto da apripista per le riflessioni di Renzi sull'attualità politica. 

“La scelta di aprire una crisi di Governo in piena pandemia è stata molto criticata. Qualcuno diceva che avremmo fatto fare una pessima figura all’Italia. Oggi con Figliuolo al posto di Arcuri, Draghi al posto di Conte, Cartabia al posto di Bonafede, secondo me stiamo meglio” ha spiegato Renzi, che ha anticipato alla folta platea gli inediti e i retroscena contenuti nel libro. 

Parlando di vaccini, Renzi ha spiegato che “l’appello di Draghi lo condividiamo. Chi si vaccina mette in sicurezza se stesso e gli altri”. “Purtroppo  - ha proseguito Renzi . il virus ancora non è sconfitto, ma l’unico modo per iniziare a debellarlo è il vaccino e il Green pass è lo strumento per tornare alla libertà”. Sulla riforma della giustizia, “deciderà il Presidente del Consiglio”, ha detto Matteo Renzi. Dopodiché ha dedicato una considerazione sul M5S: “I Cinque Stelle sono morti e non lo sanno. Le loro battaglie sono sconfitte dalla storia, tutte. Le battaglie sul giustizialismo, Di Maio ci ha messo 5 anni ma ha capito di aver sbagliato. Potrei proseguire con la TAV, la TAP. Mi sento in condizioni di dire che il tema dei 5 Stelle oggi c’è ma tra due anni è tutta un’altra cosa”. Per Renzi, infatti, nei prossimi due anni “ci sarà un rimescolamento delle forze politiche, ma certo io non sarò mai con Salvini e Meloni che sono contro il Green pass, e non sarò mai in posizioni politiche come quelle che abbiamo visto contro l’Europa”. Infine, Renzi ha sottolineato che "andare contro corrente non paga sempre. La vera grandezza delle persone non è quando cadono ma quando si rialzano”.

Infine, tappa a Pescara, in Abruzzo, dove Renzi, dinanzi alla foltissima platea dell'Aurum, è stato intervistato dal giornalista abruzzese Alessandro De Angelis, vicedirettore dell'Huffington Post. L'incontro è stato organizzato dal coordinatore regionale di Italia Viva, l'onorevole Camillo D’Alessandro, presente per dargli il benvenuto insieme a, tra gli altri, il senatore Luciano D'Alfonso, Luciano Monticelli e Alberto Balducci. "C'è una grande comunità di attenzione in Abruzzo, la partecipazione di questa sera numerosa ed affettuosa nei confronti di Renzi e dell`attenzione sui temi che pone nel libro dimostra che stiamo sulla strada giusta. Iniziamo ad essere tanti e mobilitati", ha commentato D'Alessandro.

“Faremo di tutto per sostenere Enrico Letta: non ho nulla contro di lui e non ho alcun desiderio di rivincita, però bisogna capire che cosa vuole il segretario del Pd. Perché non possiamo essere un giorno decisivi e un giorno ci sparano addosso. Se siamo decisivi allora ce lo dicano", ha spiegato Renzi, parlando delle elezioni suppletive a Siena. “Dove è possibile abbiamo fatto alleanze di centrosinistra ma bisogna che ci siano candidati che apprezziamo: a Roma siamo per Calenda, a Bologna Isabella Conti ha fatto le primarie ed il giorno dopo si è messa a sostenere Lepore come detto, a Napoli siamo con Manfredi”, ha aggiunto.

Renzi ha affrontato anche il tema della riforma della giustizia, spiegando che “deciderà Draghi: se vuol mettere la fiducia noi la votiamo, se andiamo in Parlamento le modifiche saranno peggiorative dal punto di vista dei grillini. Tutto ciò che ci porta lontano dalla riforma Bonafede è un passo in avanti”. 

“Dicono tutti - ha concluso Renzi - che sono il più impopolare d’Italia. Pensavo che avremmo venduto molto meno e invece abbiamo venduto tanto e sono molto contento naturalmente. Però al di là delle vendite la cosa bella è la gente che c’è, le discussioni, anche perché in questo libro mi sono tolto un po’ di sassolini dalle scarpe, forse anche qualcuno di troppo”.