18/11/20
Infrastrutture paese

Concessione A22, ore decisive per l'affidamento diretto. Conzatti: "Puntiamo su proroga"

L'intervento pubblicato su "Il Corriere del Trentino", 18 novembre 2020.

Il rinnovo con affidamento diretto "in house" della concessione trentennale dell'A22 ad Autobrennero è nella bozza della legge di bilancio che, lunedì, sarà vagliata dal Consiglio dei Ministri, prima dell'approdo parlamentare.

L'opzione è prospettata all'articolo 129 del testo con un passaggio che sarebbe stato voluto fortemente da Paola De Micheli che, ministra delle Infrastrutture, è determinata a definire entro fine anno il terreno per liquidare i soci privati residui in Autobrennero (accreditati di poco più del 14 per cento, ripartito tra Serenissima, Condotte, InfraCis, Banco popolare) e porre, in questo modo, le condizioni entro fine anno per l'affidamento diretto, possibile con una totale proprietà pubblica.

Un'opzione che escluderebbe ulteriori proroghe, gradita anzitutto al presidente dell'Alto Adige Arno Kompatscher, o dei «Soci del Sud» che, da Trento a Verona fino a Modena, Mantova, Reggio Emilia, punterebbe a una ulteriore proroga decennale di una concessione originaria scaduta nel 2014. Il timore espresso da questo fronte è che una chiusura in questi termini del rapporto con i privati (oltre a segnare la centralità dello Stato sulle Autonomie territoriali), porti a un contenzioso sulla «nazionalizzazione» che paralizzerebbe gli investimenti, imponendo di attenersi alla sola ordinaria amministrazione come, nella sostanza, è avvenuto negli ultimi sei anni.

I privati chiedono 160 milioni di euro per la liquidazione delle loro quote, mentre la parte pubblica verosimilmente intenderebbe sborsare una somma inferiore alla metà — e stimata tra i 50 e i 70 milioni — ossia la forbice di valore indicata nel giugno 2019 dalla Corte dei Conti regionale del Trentino Alto Adige, in occasione del giudizio di parifica dei bilanci relativi al 2018 della Regione e delle due Province autonome. Le prossime ore saranno, dunque, decisive per capire se l'opzione su cui spinge la ministra De Micheli vedrà la convergenza di tutto l'esecutivo, con la creazione, nel caso, di un quadro politico che andrebbe a blindare la maggioranza.

Ma il quadro è ancora molto fluido, a sentire Donatella Conzatti, senatrice trentina di Italia Viva e prima sostenitrice dell'esigenza di una proroga. «Mi sembra che ci sia ancora uno spazio di ragionamento sostiene la parlamentare — e dalle notizie di cui dispongo, la ministra De Micheli ha voluto insistentemente questa opzione in bilancio, ma si è anche detta disponibile a valutare quanto emergerà in aula, dove potrebbero esserci richieste di ritiro o emendamento».

«Ho parlato, e sto parlando tuttora - prosegue ancora la parlamentare trentina - i colleghi della Camera che, in primis, svolgerà il lavoro di confezionamento del testo definitivo».

Nel confronto con i colleghi dei territori interessati e delle diverse forze politiche, Donatella Conzatti richiamerebbe, anzitutto, una direttiva (la 2014/23) che consentirebbe deroghe sull'affidamento in house, qualora i privati siano sotto il 20 per cento della compagine azionaria, come nel caso di A22. «La partita si gioca su diversi tavoli, non ultimo quello europeo - ragiona ancora la senatrice - e credo si debba puntare alla proroga per evitare il congelamento degli investimenti degli ultimi sei anni, vincolandola a realizzazione di interventi strategici, come la terza corsia».