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Competenze digitali, Conzatti: "Una donna su due non ha conoscenze adeguate"

L'intervento su "la Nazione", 30 aprile 2022.

L'esposizione itinerante di "Libere di... vivere" è arrivata a Firenze nella sua prima tappa italiana, scegliendo come cornice la biblioteca delle Oblate. Al centro della discussione, la consapevolezza finanziaria e digitale delle donne.

«Una battaglia importante, ma di nicchia», commenta la direttrice della Nazione Agnese Pini che dà il la alla tavola rotonda Società digitale, fiducia e cybersecurity. Nel nostro Paese alle donne mancano emancipazione lavorativa e finanziaria. A dircelo è prima di tutto l'Unione Europea: «C'è una scarsa rappresentanza femminile nelle discipline Stem (Scienze, tecnologie, ingegneria e matematica), tutti settori che saranno volano dell'economia del futuro e che nel web rappresentano la chiave per la sicurezza di tutti - spiega Nathalle Berger dalla Commissione Europea - in Europa una specialista informatica su sei è donna e per l'Italia il numero è ancora più basso».

Donatella Conzatti, segretaria della commissione parlamenta�re d'inchiesta sul femminicidio, conferma: «Una donna su due in Italia non ha competenze digitali. Quella che viviamo online non è una seconda vita, è la nostra, ormai spostata su tante piattaforme».

Oltre alle disuguaglianze di genere, l'online nasconde anche tante minacce. Stalking, phishing, revenge porn «un reato per cui si rischia da 1 a 5 anni - specifica Conzatti - mentre lo stalking online è stato inserito come fattispecie nel codice rosso». Sembrano realtà lontane, ma non lo sono: «Il 12% degli uomini in un recente sondaggio ha dichiarato di aver diffuso illecitamente alla fine di un rapporto sentimentale immagini personali e video intimi della propria compagna».

Il digitale, però, è anche una immensa opportunità: sono 3,5 mïlioni i posti di lavoro vacanti, sicché non possiamo permetterci di vedere le donne tagliate fuori da questa partita. È infatti in questa direzione che va il miliardo di euro investito dai fondi del Pnrr sull'orientamento dello studio per le materie Stem. Ma la chiave per tutelarci, è la conclusione tratta dai partecipanti ai lavori, è soprattutto quella di fare rete.