12/09/20
Italia Viva referendum

Comincini: "Il referendum non risolve i problemi, li peggiora"

L'Intervento di Eugenio Comincini su la Gazzetta della Martesana, 12/09/2020

Una riforma che non risolve i problemi e che (anzi) vi aggiunge altri danni. E` questa l`opinione di Eugenio Comincini, ex sindaco di Cernusco e oggi senatore per Italia Viva (lista che ha lasciato libertà di voto, senza dare orientamenti) rispetto al taglio dei parlamentari, oggetto del referendum del 20 e 21 settembre.

«Lo si fa per risparmiare? - ha commentato - E` un risparmio minimo animato da bieco populismo. Diverso sarebbe stato andare a toccare le indennità dei deputati e dei senatori, riconducendoli a principi e regole più eque che non consentano di "farci la cresta". Oggi, per fare un esempio, riceviamo una quota fissa per il soggiorno a Roma, che non cambia se uno spende meno di affitto o di albergo, e nemmeno se già abita nella capitale». 11 taglio dei parlamentari, secondo l`ex primo cittadino, non va neppure a risolvere i mali che affliggono Palazzo Madama e Montecitorio, ovvero di essere troppo utilizzati per approvare provvedimenti del Governo, sui quali viene posta la fiducia.

«Va invece semplicemente a ridurre la rappresentatività di alcuni territori ha proseguito - Tra l`altro mantenendo l`anomalia, ormai anacronistica, di un bicameralismo perfetto dove le due Camere lavorano in modo assolutamente uguale. Cosa che rende ancora più farraginoso il processo legislativo. Non solo, ma con la proposta di far votare per il Senato anche i diciottenni si otterrebbero due organismi perfettamente identici».

Per queste ragioni Comincini ha scelto e consiglia di votare «no», sostenendo che all`Italia servirebbe ben altra riforma. «Pensiamo aí fondi recuperati per ristrutturare un bene come Villa Alari - ha continuato - Oppure all`interessamento rispetto ad alcuni problemi rilevanti. Si tratta di prerogative tipiche di un parlamentare che ha un forte legame con il territorio. Oggi tale rapporto è sminuito da una legge elettorale con le liste bloccate e che andrebbe riformata reintroducendo le preferenze. Se aggiungiamo l`allontanamento del parlamentare dai cittadini che porterebbe tale riforma, ci rendiamo conto che questa invece che risolvere i problemi che ci sono va a danneggiare proprio ciò che c`è e dovrebbe funzionare meglio».