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Colaninno: "Il raddoppio ferroviario è prioritario, l'autostrada non può bloccarlo"

L'intervento pubblicato dalla "Gazzetta di Mantova", 1 novembre 2021. 

Con l'orario invernale, dal 12 dicembre arriva il Frecciarossa Mille sulla tratta Mantova-Roma. Per il deputato di Italia Viva, Matteo Colaninno, un po' il padre putativo del collegamento con la capitale, questo è un «segnale di attenzione da parte di Fs e Trenitalia» e un'«ulteriore crescita in termini di servizio, un motivo per me di ulteriore soddisfazione da che ho portato l'Alta velocità a Mantova a partire dal 2015 con il primo incontro con l'Ad di Fs».

Avere l'Alta velocità «è molto importante per il territorio», mantenerla, però, non è scontato. Dice, infatti, Colaninno: «Poiché l'Alta velocità è un servizio a mercato a differenza di quello per i pendolari, come mantovani - è il suo appello - dobbiamo sforzarci di utilizzarlo sempre di più per consentire il riempimento di un servizio di così alto livello».

Il Frecciarossa Mille sostituirà il Frecciargento, ma manterrà gli stessi orari (partenza da Mantova alle 6 e ritorno da Roma alle 19.25) e le stesse fermate di Carpi, Modena, Bologna e Firenze. Il parlamentare mantovano allarga lo sguardo al raddoppio della Mantova-Piadena, lungo la linea per Milano. «Il mio rapporto - ricorda - con i dirigenti di Fs è costante così come quello con la commissaria della tratta Mantova-Piadena, Chiara De Gregorio. Di recente l'ho incontrata in videoconferenza con il sindaco Palazzi e ho concordato che in novembre sarà a Mantova per incontrare in Provincia gli amministratori, i sindaci dell'asta, Rfi e, mi auguro, anche la Regione, per confrontarci definitivamente sulle opere accessorie necessarie al territorio interessato dal raddoppio».

Colaninno fa il punto su quest'opera di cui si parla da anni: «Siamo in attesa della Via da parte del ministero per la transizione ecologica e, a quanto mi risulta, c'è tutta la determinazione, anche in termini di tempistica, per mantenere il cronoprogramma dei lavori. L'opera è finanziata per 500 milioni di euro, di cui 165 derivano dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ciò significa che la tempistica non può subire ritardi: si rischia, infatti, di perdere il finanziamento di 165 milioni se non si concludono i lavori entro il 2026. Per questo credo che tutta la politica debba sforzarsi, senza ambiguità, per dichiarare il raddoppio opera prioritaria per il territorio che si inserisce nei programmi di mobilità sostenibile. Questo ci metterebbe tutti nelle condizioni di andare alla ricerca degli altri 800 milioni mancanti per estendere il raddoppio fino a Codogno».

Va da sé che il recente decreto Recovery che rafforza le opere inserite nel Pnrr e nel piano di investimenti complementari «rafforzi anche il raddoppio». Sul doppio binario tra Mantova e Piadena potrebbe avere riflessi negativi la futura autostrada Mantova-Cremona. Tra le due infrastrutture ci sono molte interferenze come sottopassi, sovrappassi e strade e in base all'accordo finora raggiunto chi, tra Fs e Stradivaria (la concessionaria dell'autostrada), farà partire per primo i cantieri, si accollerà quei lavori. «A parte - dice Colaninno - che questa cosa va risolta al più presto, l'autostrada non può bloccare il raddoppio. Noi, come Italia Viva, siamo favorevoli alla Mantova-Cremona, a patto che non diventi fattore di blocco. Se la Regione ritiene di proseguire con essa dobbiamo trovare un punto d'accordo che svincoli un'opera dall'altra. La ferrovia ha già i progetti e i soldi, l'autostrada no. Nei 500 milioni non ci sono le opere che interferiscono con l'autostrada. La priorità è, dunque, il raddoppio, che tutti vogliono e che due governi hanno inserito tra le prime 20 opere da realizzare».