Intervista ad Armando Cesaro per «Il Mattino» del 6-11-2025
di Adolfo Pappalardo
Armando Cesaro, in corsa per Casa Riformista, quali sono i suoi obiettivi una volta eletto?
«Il primo tema da affrontare è la sanità: abbiamo bisogno di un assessore dedicato a tempo pieno e di politiche sanitarie solide, perché la salute è il pilastro del nostro benessere collettivo, soprattutto dopo anni di mancati investimenti nazionali. Serve un piano straordinario di assunzioni per ridurre le liste d’attesa, rafforzare la medicina territoriale e dare stabilità al personale sanitario. E dobbiamo favorire una integrazione equilibrata tra pubblico e privato, per garantire che il sistema sanitario sia davvero efficiente, accessibile e vicino ai cittadini. Non è un caso che a guidare la nostra lista ci sia Teresa Rea, presidente dell’Ordine degli Infermieri. Al secondo posto sviluppo e innovazione: semplificazione amministrativa, sostegno alle imprese, attrazione di investimenti, politiche per i giovani e per la ricerca. E ovviamente dobbiamo completare le bonifiche e aggiornare le tecnologie nei siti di compostaggio, perché molte strutture sono ormai obsolete: oggi si può produrre energia, ridurre i costi, abbassare le tariffe e migliorare la qualità ambientale».
Quali sono i programmi della governance deluchiana da portare avanti e innovare?
«De Luca ha governato bene per dieci anni e questo va riconosciuto. In questo periodo sono stati avviati progetti strategici in ambito sanitario, ambientale e infrastrutturale che vanno completati. Allo stesso tempo, serve uno slancio nuovo: il futuro della Campania passa da un patto con imprese e università basato su fiducia, semplificazione e sviluppo sostenibile, e da una politica culturale più strutturata, con un assessorato dedicato».
Cosa pensa del Faro: Fico è dubbioso
«Si parla molto del simbolo e poco dell’opera urbana nel suo complesso, che trasformerebbe l’area est di Napoli e risolverebbe un nodo che oggi penalizza l’intera città, in particolare chi arriva dalla provincia. Pur non essendo una mia priorità, non dobbiamo correre il rischio di distogliere l’attenzione dall’intervento reale: le opere intorno alla stazione centrale, che incideranno concretamente sulla qualità della vita dei cittadini. Parliamo di investimenti che richiedono miliardi, metà dei quali dovranno arrivare da fondi nazionali. Detto ciò, va chiarito che con il governo Meloni manterremo lo stesso atteggiamento del sindaco Manfredi: distanza politica, rispetto istituzionale e collaborazione quando serve, nell’interesse dei cittadini».
Cinque anni fa i renziani ottennero un ottimo risultato: ora?
«Lavoriamo sempre per migliorare i nostri risultati: fa parte del nostro DNA politico. Inoltre Casa Riformista arriva da due affermazioni importanti, in Calabria e soprattutto in Toscana, che ci danno entusiasmo e consapevolezza delle nostre potenzialità. Sappiamo di poter dare un grande contributo in termini di percentuali e di idee».
Portate a Santa Lucia il modello San Giacomo?
«Perché dimostra che è possibile governare valorizzando le differenze. Meno parole, più lavoro concreto. Da quattro anni, con i nostri consiglieri Maisto e Pepe e con l’assessore Santagada, collaboriamo con l’M5S, e i risultati continuano a migliorare. La guida del sindaco Manfredi è un valore aggiunto per Napoli, per la Campania e per l’Italia: il suo stile pragmatico e innovativo incarna un riformismo solidale e moderno, che vogliamo portare anche in Regione».
Il centrodestra, in particolare Fi, la attacca sulla questione degli “impresentabili”.
«La verità è che non hanno argomenti e sono in affanno, sono arrivati a raccogliere candidature dell’ultima ora. E facciamo chiarezza una volta per tutte anche sul perché ho scelto anni fa il progetto di Matteo Renzi: Forza Italia non è più la casa dei moderati né il laboratorio dei riformisti. È diventata un’appendice disorientata della destra meloniana».
