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Castellammare, Vitiello: "In arrivo 7 milioni per il centro antico"

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L'intervento pubblicato da "il Mattino", 5 aprile 2022.

La cappa grigia dei cielo incombe su Castellammare di Stabia. Anche metaforicamente. Le cronache parlano da settimane dello scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, un'onta mai provata prima e che neanche la piogga che cade da giorni può cancellare. Neanche nel 2009, dopo l'omicidio dei consigliere Pd Gino Tommasino - uno dei killer risultò iscritto allo stesso partito - la relazione della commissione d'accesso mandò a casa il consiglio comunale. E mentre il Comune è retto dalla triade dei commissari, Castellammare prova ad applicare per l'ennesima volta il motto della fenice presente sullo stemma della città: post fata resurgo, dopo la morte risorgo.

Risorgere, ricominciare. Non vale solo per la politica, ma anche per gli asset economici a cui è legata la storia stabiese, che fatica a diventare futuro. Le industrie, con gli operai e la città "rossa", sono un ricordo, caduto l'ultimo baluardo della Meridbulloni. E sugli scheletri di archeologia industriale volteggiano gli avvoltoi della speculazione immobiliare. Regge la Fincantieri seicento addetti, più circa 800 dell'indotto, che condivide l'area con i progetti di ampliamento della zona portuale, con la stazione marittima al posto dei vecchi silos e un hub per le crociere. Aspettando le rivoluzioni, però, per rialzarsi si può ripartire dai progetti a breve periodo, come suggerisce Catello Vitiello, avvocato stabiese e parlamentare di Italia Viva: «Sono in arrivo 7 milioni di finanziamenti per il centro antico. Ora è importante una riflessione tra tutte le autorità per essere realistici e concreti, non mi piace la presa in giro delle promesse elettorali. Sconfiggendo anche la burocrazia urbanistica e valorizzando quello che abbiamo». Lavorare adesso per raccogliere domani. «I problemi vengono da lontano, non sono certo iniziati con questa giunta. Ma per il futuro devono scendere in campo le migliori menti stabiesi, pronte a mettersi in discussione per la propria città».