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Caso Open, Renzi alla Giunta per le Immunità: "Violata la Costituzione"

Matteo Renzi ieri si è recato a Palazzo Madama per essere ascoltato dalla Giunta per le immunità del Senato in merito all'inchiesta sulla fondazione Open, 25 novembre 2021.

"Ho posto all'attenzione dei colleghi della Giunta non la richiesta di non fare il processo a me , ma che si prenda atto della violazione della Carta costituzionale. La mia battaglia è per capire se c'è un Pm che ha violato la Costituzione. Non è una battaglia per me, sono tranquillissimo per quello che mi riguarda e a me non cambia niente". Così Matteo Renzi al termine dell'audizione in Giunta delle Immunità al Senato, dove ieri è stato ascoltato nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Open.

"In Giunta - ha proseguito Renzi, che ha rilasciato alcune dichiarazioni solo dopo l'audizione, per rispetto all'istituzione - mi è parso di trovare un significativo ascolto".

"Segnalo  - ha spiegato - che se un magistrato viola la Costituzione è un problema per il cittadino, perché finche' prendono il conto corrente di Renzi va bene, ma se lo fai a un cittadino senza rispettare i diritti, questo è il problema.

"Ho portato quattro prove schiaccianti del fatto che il pm di Firenze ha violato la Costituzione", ha aggiunto Renzi, uscendo dalla Giunta. Il pm, ha spiegato, "è lo stesso che ha arrestato mio padre e poi annullato l'arresto, uguale mia madre, ha indagato mio cognato, mia sorella e i principali collaboratori che ho, che mi ha indagato in più di una circostanza e che evidentemente ha una 'particolare sensibilità nei miei confronti'".

"Non credo alla persecuzione, non ho mai parlato di questo. Stavolta non c'è un politico che grida al complotto ma che chiede di rispettare la Costituzione", ha sottolineato Renzi, giacché "Ho grandissima stima dei magistrati, ad esempio di quelli della Cassazione che hanno detto che il sequestro era illegittimo".

Dunque, ha concluso Renzi, "Da parte mia non c'è alcuna guerra alla magistratura. In una democrazia però non è un pm che decide se tu fai un partito o meno, lo decide il parlamento".