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Camillo D'Alessandro: "Ma cosa è successo veramente?"

Intervento di Camillo D'Alessandro, parlamentare di Italia Viva

 

Se costringi il populismo a fare i conti con la propria menzogna narrata ed urlata e, allo stesso tempo, non consegni l’Italia ai sovranisti nostrani, ma l’affidi al più autorevole europeo nel mondo, hai fatto un capolavoro, perché hai salvato il Paese.

E l’antipatia non c’entra nulla, facciamocene una ragione, torna la Politica. Il fatto è che non siamo più abituati alla funzione della politica, da anni gira un altro film che abbiamo scambiato per realtà, ma era la storia di una finzione che davanti alla prova del Governo diventa rinvio, incertezza, vanità e comunicazione.

Ma governare significa decidere. E se non decidi durante una guerra drammaticamente muori. Ho vissuto questi giorni dilaniato nella tensione tra ciò che sentivo giusto e ciò era più facile per me. Voltarsi dall’altra parte e fare finta di non vedere o andare fino in fondo: di questo si è trattato.

Da un lato la propaganda compulsiva di Casalino-Conte conclusa con un banchetto davanti a Palazzo Chigi, dall’altro il Paese reale con oltre 80 mila morti, sanità e scuola allo sbando, Italia peggiore per PIL e prima per vittime da Covid, vaccinazione in ritardo e davanti a noi, da fine marzo lo sblocco incontrollato dei licenziamenti.

In mezzo la debolezza della politica, il nanismo politico: sulla riduzione del numero dei Parlamentari (a proposito se oggi contava un Ciampolillo per le sorti del Paese…figuratevi quanto conterà il potere di ricatto del singolo senatore con la riduzione del numero dei parlamentari, ma questo i 5S non ve lo hanno detto); sul giustizialismo; sull’ultima occasione per il nostro Paese, il Recovery Plan ridotto ad un pezzo di carta... Il tutto si consumava dentro una democrazia sospesa, con abuso di DPCM e Decreti da discutere in poche ore con la fiducia: Parlamento azzerato, con la pretesa di approvare il più grande piano dal dopoguerra ad oggi con una email giunta alle due di notte da approvare il giorno dopo.

Una concertazione di poteri su una sola persona che se l'avesse fatta Berlusconi saremmo scesi in piazza: tg Rai a disposizione di Casalino, servizi segreti, strane relazioni internazionali.

L’evoluzione che porta a Draghi ora stravolge la politica, costringe a migliorarla, ad avere finalmente un Paese normale. Già sta accadendo e forse questo è il risultato più grande che non riconoscerete mai a Renzi (troppo antipatico o troppo accecati?) , ma di questo si tratta.

Partiamo dai 5Stelle e senza banalizzare o ironie: dire SI a Draghi sapendo che non potranno fare condizioni significa un atto di maturità che li colloca fuori dal fango populista da loro stessi creato. Serve a loro e serve al Paese.

Il PD dalla scelta "mai con Renzi o morte", "Conte o morte", "governo politico o morte" a "Governo Draghi" va bene, vivrà un lungo confronto interno dove già emergono posizioni chiaramente diverse, da un lato la linea Bettini, dall’altro l’idea Bonaccini-Gori. Il PD che sarà serve al Paese.

La scelta di Draghi ha già spaccato il centro destra, con il SI di Forza Italia, isolata la Meloni, con la Lega in difficoltà, è stato smontato in poche ore il traino identitario nazional- sovranista della destra italiana. Vi pare poco ?

Nulla sarà più come prima. E per quanto riguarda Italia Viva, è investita dallo tsunami del cambiamento, ma la verità è che è stata il granello negli ingranaggi che ha fatto saltare populismo e sovranismo contemporaneamente, costringendoli ora a fare i conti con loro stessi. Per quanto mi riguarda, qualunque evoluzione non mi porterà mai a destra, ma il nuovo Ulivo è veramente l’alleanza PD-5Stelle, il nuovo Prodi è veramente Conte?

Si può odiare Renzi e, allo stesso tempo, assumere a leader per il progressismo italiano chi ha teorizzato il sovranismo in Costituzione, chi ha portato l’Italia in asse con Trump, chi ha difeso i decreti fascistoidi e razzisti come i decreti Salvini… Sì Conte ha servito il Paese.

Rimane tuttavia l'emblema del trasformismo istituzionalizzato, si può governare con Lega (con il governo del cambiamento) e PD perché per il populismo pari sono. Rimane una risorsa per la politica. L’evoluzione del quadro politico italiano è iniziata ora.

"C'è la crisi della politica, ma noi siamo la politica" (Mino Martinazzoli)