Caffè europeo #8

Continua il Caffè europeista: trattiamo temi d’attualità per aggiornarvi sulla realtà di Bruxelles.

 

Nuova strategia dell'UE per la cybersecurity e investimenti sul 5G: il decennio digitale dell’Europa

La cybersecurity, ovvero sicurezza informatica, è la materia che si propone di difendere i nostri computer, server, dispositivi mobili, sistemi elettronici, reti dagli attacchi criminali informatici.

La cybersecurity è il fondamento di un'Europa sempre più digitale e connessa ed è perciò una delle priorità della Commissione Europea, che si propone di integrarla  in tutti i passaggi della catena di approvvigionamento, accorpando le risorse europee nei principali quattro settori quali: mercato interno, attività di contrasto, diplomazia e difesa.

Il 16 dicembre scorso la Commissione e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza hanno presentato una nuova strategia dell'UE per la cybersecurity, che ambisce a rafforzare la resilienza collettiva dell'Europa contro le minacce informatiche e contribuirà a garantire che tutti i cittadini e tutte le imprese possano beneficiare appieno di servizi e strumenti digitali affidabili.

La nuova strategia consente inoltre all'UE di rafforzare la leadership su norme e standard internazionali nel ciberspazio e di intensificare la collaborazione con i partner in tutto il mondo al fine di promuovere un contesto digitale globale, aperto, stabile e sicuro, fondato sullo Stato di diritto e sui valori della democrazia. Contiene proposte concrete di regolamentazione e investimento in tre aree d'azione fondamentali per l'UE: resilienza, sovranità tecnologica e leadership.

La Commissione propone di riformare le norme sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informatici (direttiva "NIS 2", che contiene una serie di misure legislative mirate a creare un livello comune di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi all'interno dell'Unione Europea) al fine di aumentare il livello di cyber resilienza dei settori pubblici e privati essenziali: strutture ospedaliere, reti energetiche, ferrovie, ma anche centri dati, amministrazioni pubbliche, laboratori di ricerca e produzione di dispositivi medici e medicinali.

La Commissione propone inoltre di avviare una rete di centri operativi per la sicurezza in tutta l'UE, alimentati dall'intelligenza artificiale, che costituirà per l'UE una vera e propria barriera di cybersecurity in grado di rilevare tempestivamente i segnali di un attacco informatico e consentire un'azione proattiva prima che si verifichino danni. Ulteriori misure comprenderanno un sostegno dedicato alle piccole e medie imprese nel quadro dei poli dell'innovazione digitale e maggiori sforzi per migliorare le competenze della forza lavoro.

L'UE mira inoltre a rafforzare ulteriormente la collaborazione in materia di ciberdifesa e a sviluppare capacità di ciberdifesa all'avanguardia, basandosi sul lavoro svolto dall'Agenzia europea per la difesa e sfruttando il Fondo europeo per la difesa. L'UE istituirà inoltre una rete per la diplomazia informatica in tutto il mondo per promuovere la propria visione del ciberspazio.

Garantire la sicurezza delle reti di prossima generazione sarà quindi un elemento chiave nello sviluppo dell’infrastruttura 5G (quinta generazione), una tecnologia abilitante per le nuove sfide tecnologiche a livello mondiale: il 5G avrà anche un formidabile impatto su tutti i settori industriali e di conseguenza sull’economia mondiale. La differenza tra il 5G e le tecnologie precedenti è data dalla modularità del sistema di cui sono costituiti il 5G, che consente di implementare simultaneamente servizi e strutture differenti. Questo sistema “a celle modulari” permetterà di progettare e realizzare reti e servizi virtuali volti a ottenere periodi di latenza brevi e con un elevato livello di sicurezza e di resilienza.

La tecnologia 5G genererà nuove opportunità di business basate su dati e connettività. Insieme all’AI (acronimo inglese per Artificial Intelligence, sistemi automatizzati superiori), all’IoT (acronimo inglese per Internet of the things con cui si intende l'uso di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti) e alla stampa 3D, la rete 5G cambierà il modo in cui i consumatori vivono oggi. L’Europa la considera uno degli strumenti principali per riconquistare la perduta posizione di leadership tecnologica rispetto a Stati Uniti e Asia.


Pausa caffè con Mattia Mor, Deputato Italia Viva e Membro Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera

 

D: Caro Mattia, come valuti la strategia sulla cybersecurity annunciata dalla Commissione e le sfide che si prospettano per l’Europa?

 

R: Se vogliamo competere con le super potenze mondiali in un pianeta dove le frontiere ormai non esistono più, non possiamo prescindere dallo stare uniti. Negli ultimi 10 mesi le istituzioni UE hanno subito ben 800 attacchi informatici, l’ultimo ai danni dell’Agenzia europea per i medicinali. Nel 2019 in Italia sono stati 1181 gli attacchi hacker ai sistemi informatici di aziende ed enti che rappresentano interessi strategici. L’Europa sta già ragionando su come regolamentare la gestione delle crisi. Le start-up, i centri industriali, gli enti pubblici, gli atenei, i centri di ricerca saranno il cuore pulsante della strategia europea e rafforzare le difese delle nostre imprese e strutture strategiche sensibili è una priorità imprescindibile. Inoltre, consolidare la leadership europea nelle ambizioni sul cyberspazio non solo garantirà sicurezza e stabilità, ma aiuterà le democrazie a sostenere il principio del rispetto dei diritti umani con forza e da una posizione preminente. Essere pronti tecnologicamente consentirà di rinvigorire il Mercato Unico Digitale e renderlo affidabile agli occhi di investitori e consumatori.

 

D: Che impatto avrà il 5G sull’economia globale e in particolare sull’Italia?

 

R: Con il 5G le opportunità sono enormi, basti pensare alla possibilità di connettere tra loro le cose e le persone. Il problema principale però sarà come ridurre il divario digitale. Le scuole, per esempio, dovranno programmare un salto di qualità in termini di formazione. Oltre i servizi e la capacità di rendere le imprese competitive tecnologicamente, serve una forte volontà politica nello scommettere su questa nuova tecnologia, eliminando le differenze infrastrutturali esistenti. Con il Next Generation Eu arriveranno le risorse indispensabili per mettere nelle condizioni le nostre realtà economiche, gli atenei e i centri di ricerca di ridisegnare un’Italia competitiva. L’aumento di interconnessione globale permetterà alle imprese italiane d’imporsi sui mercati internazionali con maggiore forza e il 5G sarà l'elemento di crescita dell’interscambio culturale, economico e sociale.

 

D: Quali sono le tecnologie chiave per la competitività del sistema Italia?

 

R: Se parliamo di capacità di innovazione, abbiamo tutte le caratteristiche per dire la nostra nella rivoluzione tecnologica in atto, ma spesso la burocrazia e le inefficienze rallentano il cambiamento, perciò la politica deve essere attenta alle sfide innovative e fare in modo che le giovani generazioni non scappino all’estero. Con il DL Rilancio abbiamo previsto incentivi importanti, pari a un miliardo, a sostegno delle start up e PMI innovative, aumentando gli investimenti dei privati e per ampliare la dotazione del Fondo Nazionale Innovazione. Ridare slancio ad Industria 4.0, puntando anche sulla formazione continua e su un modello virtuoso di defiscalizzazione finalizzata agli investimenti e alla crescita delle aziende, dovranno essere i punti fondamentali del Recovery Plan. Il sistema-paese si regge sulle gambe e sulle teste delle persone. Qualsiasi rivoluzione non può espandersi se un paese è governato da una classe dirigente che non guarda al cambiamento come una risorsa, soffermandosi esclusivamente sulle contingenze del momento e cercando nell’assistenzialismo la panacea di tutti i mali.

 

Un EUforico abbraccio,

Claudia e Matteo - Italia Viva chiama Bruxelles

 

 

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