Caffè europeo #7

Continua il Caffè europeista: trattiamo temi d’attualità per aggiornarvi sulla realtà di Bruxelles.

 

GAP III: verso una “Next Generation EU” più equa e inclusiva

L’uguaglianza di genere è da sempre una delle priorità dell’Unione Europea. Si tratta di un diritto umano universalmente riconosciuto in grado di assicurare non solo benessere ma anche crescita economica, prosperità, pace e sicurezza. Secondo le stime il miglioramento della parità di genere porterebbe a una crescita di 11-21 trilioni del PIL globale entro il 2025.

La parità di genere a livello nazionale ed europeo è un tema di estrema importanza per Italia Viva e per Renew Europe. Ne è un esempio la proposta del Patto Simone Veil, che richiede ai Paesi membri l’impegno politico su base volontaria di adottare misure nazionali atte ad assicurare la parità di genere e a difendere i diritti delle donne nell’UE.

L’UE è in prima linea per la promozione dell’uguaglianza di genere come obiettivo politico per l’azione esterna e per la politica estera e di sicurezza comune con lo scopo di accelerare il progresso tramite obiettivi globali, tra cui gli obiettivi di sviluppo sostenibile al centro dell’Agenda 2030. Questi obiettivi - interconnessi e indivisibili - bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: crescita economica, inclusione sociale, tutela dell'ambiente, estendendo l'Agenda 2030 dal solo pilastro sociale agli altri due pilastri, economico e ambientale. 

Sebbene siano stati fatti molti progressi per migliorare il livello della parità̀ di genere, c'è ancora molto lavoro da fare in tutti gli Stati membri. Le disuguaglianze sono all’ordine del giorno non solo per quanto riguarda l’accesso alla sanità, l’istruzione e il lavoro ma anche per la violenza di genere, che è aumentata notevolmente con la crisi del COVID-19. 

Per quanto riguarda lavoro e istruzione, nel 2020, meno del 50% delle donne sono attive nel mercato del lavoro rispetto al 76% degli uomini, e ricordiamo che 2 su 3 dei 740 milioni di analfabeti al mondo sono donne. Non dimentichiamo, inoltre, che, in alcuni paesi, il 40% delle ragazze si sposa prima di raggiungere la maggiore età. 

Le donne continuano, inoltre, a essere in grande minoranza nell’ambito della Scienza e solo il 30% delle studentesse scelgono di perseguire i propri studi nel campo delle STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Le donne rappresentano, inoltre, solo il 25% della classe parlamentare.

Dopo 25 anni dalla Dichiarazione di Pechino sulla disparità di genere, nessun paese è sulla buona strada per raggiungere l’uguaglianza tra i sessi e l’emancipazione femminile entro il 2030.            

Le conseguenze socioeconomiche del COVID-19 si sono riversate in modo disomogeneo su donne e ragazze - essendo spesso impiegate nel lavoro informale e in settori vulnerabili - portando anche a un sostanziale aumento dei numeri di femminicidi e violenza di genere. 

Il 25 novembre la Commissione Europea e l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato il Piano d’azione sulla parità di genere e sull'emancipazione femminile nell’azione esterna per il periodo 2021-2025 (GAP III) con l’obiettivo di accelerare il progresso nell’emancipazione delle donne e delle ragazze e salvaguardare i risultati conseguiti nell’ambito della parità di genere durante i 25 anni successivi all’adozione della Dichiarazione di Pechino. 

Il Piano d’azione si focalizza su cinque pilastri:

  1. Promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile nell’ambito delle relazioni esterne. L’85% di tutte le nuove azioni nell’ambito delle relazioni esterne dovrà contribuire a conseguire la parità di genere e l’emancipazione femminile entro il 2025.
  2. Incentivare la cooperazione tra gli Stati membri a livello multilaterale, regionale e nazionale, e con altri attori - autorità e organizzazioni locali, attivisti per i diritti delle donne, giovani.
  3. Accelerare il progresso focalizzandosi su sei specifiche aree di interesse:

·   lotta contro la violenza di genere

·   salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti

·   emancipazione femminile e diritti socioeconomici

·   equa partecipazione e leadership

·   donne, pace e sicurezza

·   trasformazione verde e digitale.

  1. Dare il buon esempio, istituendo ai massimi livelli politici e dirigenziali dell’UE una leadership equilibrata sotto il profilo del genere.
  2. Misurare i risultati attraverso un sistema di monitoraggio quantitativo, qualitativo e inclusivo per garantire una maggiore trasparenza e l’accesso alle informazioni riguardanti le spese destinate ad azioni per promuovere l’uguaglianza di genere.

 

Il GAP III promuove un approccio trasformativo e integra la dimensione di genere in tutte le politiche e le azioni. Si pone l’obiettivo di affrontare le cause strutturali delle disuguaglianze di genere e di permettere alle donne e alle ragazze di essere il motore del cambiamento e della ripresa post COVID-19, anche coinvolgendo attivamente uomini e ragazzi nella lotta contro norme sociali e stereotipi. 

Per non lasciare indietro nessuno, il piano d’azione prende in considerazione, inoltre, varie dimensioni, prestando particolare attenzione a coloro che si trovano ad affrontare diverse forme di discriminazione, come donne e ragazze con disabilità, migranti e chi viene discriminato per età o orientamento sessuale.

La Commissaria per i Partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato che un maggiore impegno nella parità di genere sia fondamentale per una ripresa sostenibile dal COVID-19 a livello mondiale e per la costruzione di società più eque, inclusive e prospere. Le donne e le ragazze sono in prima linea di fronte alla pandemia e devono pertanto guidare la ripresa.

Fonti: EU Gender Action Plan (GAP) III – an ambitious agenda for gender equality and women’s empowerment in EU external action

L’Est Europeo e le difficoltà nel raggiungimento della parità di genere

I Paesi dell’Est Europeo - prima con la continua violazione dello Stato di diritto e poi con il veto sull’uguaglianza di genere - non sono riusciti a fare quel passo di qualità per dirsi del tutto europei nei valori fondanti, rendendo più fragili le fondamenta dell’Unione. 

Nell’ultima riunione degli ambasciatori del Consiglio UE per formulare un piano di lavoro per la cultura 2019-2020 attraverso una strategia sulla parità di genere, non si è arrivati all’approvazione finale in quanto alcuni stati dell’Est Europeo - Ungheria, Polonia e Bulgaria - non erano d’accordo con l’espressione “uguaglianza di genere”. 

Questi fatti sono allarmanti e ci mostrano come nemmeno l’Europa sia immune da derive retrograde.


Pausa caffè con Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia

D: In tutto il mondo le donne sono state e sono tuttora particolarmente colpite dall’attuale pandemia. Qual è la direzione da seguire in questo momento storico?

R: La presentazione del Piano d’azione sulla parità di genere e l’emancipazione femminile per il 2021-2025 da parte della Commissione Europea e dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza nella Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne è senza dubbio alcuno il segno di un impegno condiviso. Sentiamo l'urgenza e la responsabilità di proseguire il cammino iniziato venticinque anni fa con la Conferenza di Pechino ancora di più oggi, in questo tempo nuovo, che chiama il Paese e l’Europa a un’assunzione di responsabilità grande. Agiamo con coraggio e decisione adesso per contrastare, senza se e senza ma, le diseguaglianze che la crisi sanitaria di questi mesi ha acuito. 

C'è un passo da compiere ora per ripartire. Si tratta di liberare quel potenziale femminile ancora troppo spesso inespresso e che rischia di rimanere tale. Si tratta di scrivere una pagina nuova per le donne e per le nuove generazioni.

È il motivo per il quale ho voluto e insistito sin da subito perché l’equità di genere fosse tra i pilastri del piano italiano per la Next Generation EU. Le donne sono state e continuano a essere in prima linea in questa crisi ed è il tempo di rendere ragione alla loro forza e al loro coraggio con politiche concrete di equità. Solo una società che cerca il proprio sviluppo in una dimensione integrale e comunitaria, fatta di donne e uomini insieme, può dirsi compiuta e pronta a rimettersi in cammino.

D: Il contrasto alla disparità di genere, alle disuguaglianze e a ogni forma di discriminazione è nel DNA di Italia Viva. Ci puoi raccontare quali misure sono state messe in campo in Italia?

R: Sono temi che mi stanno personalmente molto a cuore e stanno a cuore a tutta Italia Viva. Su questo continueremo insieme a lavorare, consapevoli che sono ancora tanti gli ostacoli da superare lungo la strada. Noi abbiamo iniziato a indicare la direzione, innanzitutto con il Family Act, riforma integrata e multidimensionale che rimette al centro le famiglie e i bambini del nostro Paese e promuove la presenza delle donne nel mondo del lavoro. Poi con la legge di Bilancio, introducendo la decontribuzione per l’assunzione delle donne, un Fondo per l’impresa femminile con 20 milioni di euro per l’accesso al credito, il sostegno, la formazione e l’accompagnamento. E il progetto “Donne in Campo”, una misura voluta dalla Ministra Bellanova per sostenere le donne lavoratrici nel settore agricolo. Misure importanti, che danno concretezza alla nostra azione e segnano le prime direttrici di un piano straordinario di empowerment femminile che vedrà piena attuazione nella Next Generation EU.

D: Cara Ministra, qual è il tuo messaggio ai più giovani?

R: È questo il tempo delle scelte. È il tempo di dire alle donne di osare l'inedito. Significa, per esempio, popolare percorsi di studio finora poco frequentati dalle ragazze, come il digitale, la finanza e le materie STEM, e che - lo sappiamo - sono i mondi che disegneranno il futuro. Di questo futuro noi vogliamo che le donne abbiano piena cittadinanza. Perché ciò accada, occorre che iniziamo a pensare il nostro presente come un tempo favorevole per fare equità e portare giustizia. È oggi l'inizio possibile di un mondo di donne e uomini insieme.

 

 

Un EUforico abbraccio,

Silvia e Riccardo - Italia Viva chiama Bruxelles

 

 

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