23/09/20

Caffè europeo #3

Continua il Caffè europeista: trattiamo temi d’attualità per aggiornarvi sulla realtà di Bruxelles.

Rilancio dell’Unione e apertura ai negoziati con la Cina

 

“Non dobbiamo mai lasciarci bloccare dagli ostacoli sul nostro cammino, non dobbiamo mai farci frenare dalle convenzioni e dobbiamo cogliere sempre il momento” - con queste parole la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si appresta a concludere il discorso sullo stato dell’Unione tenutosi il 16 settembre, parlando delle giovani Carola e Vittoria che giocano a tennis sui tetti della Liguria durante il confinamento - un’immagine dalla quale non emerge solo talento e coraggio, ma un’importante lezione di vita impartita dalla prossima generazione europea.

 

Nel suo discorso la presidente della Commissione ha espresso la volontà di  voler rafforzare la sanità europea, responsabilizzando l’Agenzia europea per i medicinali e l’ECDC - il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, creando una Barda europea - un’agenzia per la ricerca e lo sviluppo avanzato biomedico - e convocando un vertice mondiale sulla salute in Italia nel 2021, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla presidenza italiana del G20.

 

Il Green deal resta una delle massime priorità della Commissione Von der Leyen, con l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Next Generation EU ricoprirà un ruolo chiave nella transizione green, in quanto il 37% di tale fondo verrà speso direttamente per gli obiettivi del Green Deal europeo.

 

Un ulteriore focus è stato riservato alla trasformazione digitale, tra cui l’utilizzo dei dati, l’intelligenza artificiale e l’espansione dell’infrastruttura digitale. In questa direzione, la presidente della Commissione annuncia la volontà di costruire un cloud europeo, di creare un’identità digitale europa sicura e di espandere il 5G, il 6G e la fibra ottica - tutto con Next Generation EU.

 

Come molti dei nostri lettori sapranno, dal 1° luglio, nel mezzo della crisi di COVID-19, la Germania ha assunto per sei mesi la presidenza del Consiglio dell’UE. Tra le priorità della presidenza tedesca vi sono la protezione del clima - attraverso il Green Deal europeo -, la digitalizzazione economica e sociale dell’Europa e le future relazioni tra UE e Regno Unito. Inoltre, la Germania vuole rafforzare il ruolo e le responsabilità dell’UE a livello mondiale, in particolare in Africa e in Cina.

Il calendario della presidenza tedesca dei prossimi mesi è fitto di impegni e riunioni cruciali per l’UE*. Uno degli ultimi importanti eventi è la Riunione dei leader UE-Cina - tenutasi il 14 settembre - presieduta dal presidente Michel per l'UE e dal presidente Xi per la Cina.

*Piccola curiosità: il logo scelto dalla presidenza tedesca è Il nastro di Möbius. Questa figura geometrica è stata scoperta da due scienziati tedeschi nel 1858 e ha un solo lato e un solo bordo e simboleggia un’Europa di solidarietà e innovazione, che crea unità attraverso la condivisione e unione di interessi diversi.

L'agenda globale della riunione dei leader ha riguardato il commercio e gli investimenti, i cambiamenti climatici e la biodiversità, la risposta alla pandemia di COVID-19, nonché gli affari internazionali e altre questioni di primo piano.

Per quanto riguarda i negoziati per un ambizioso accordo UE-Cina sugli investimenti - il CAI - vi sono progressi in merito alle norme che regolano il comportamento delle imprese statali, sul trasferimento forzato di tecnologia e sulla trasparenza delle sovvenzioni. Su altre questioni commerciali ed economiche, l'UE ha ribadito il suo invito alla Cina ad avviare futuri negoziati sulle sovvenzioni industriali in seno all’OMC (WTO).

È stato fatto, inoltre, un notevole passo avanti nell’agroalimentare. Il Consiglio europeo ha, infatti, autorizzato la firma dell’Accordo bilaterale - che entrerà in vigore entro la fine del 2021 - tra l'UE e la Cina per proteggere numerose indicazioni geografiche europee in Cina e molteplici indicazioni geografiche cinesi nell'UE.

Riguardo al cambiamento climatico e alla biodiversità, l’UE ha sottolineato l'importanza di una moratoria in Cina per la costruzione di centrali elettriche a carbone e il finanziamento della loro costruzione all'estero.

Sulla risposta al COVID-19, l'UE ha sottolineato la responsabilità condivisa di partecipare agli sforzi globali per fermare la diffusione del virus, promuovere la ricerca su trattamenti e vaccini e rafforzare il ruolo dell'OMS, anche attraverso la piena attuazione della Risoluzione dell'Assemblea Mondiale della Sanità del maggio 2020.

Sul fronte dei diritti umani, da sempre al centro delle battaglie di Italia Viva, troviamo la crisi di Hong Kong. I leader dell'UE hanno espresso le loro sentite preoccupazioni per l'erosione dei diritti e delle libertà fondamentali a seguito dell'imposizione della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong il 30 giugno, non in linea con gli impegni internazionali della Cina.


Pausa caffè con Nadia Ginetti, senatrice di Italia Viva e membro della Commissione permanente delle politiche dell’Unione Europea del Senato

 

D: Cara Nadia, qual è l’immagine di Unione che emerge dal discorso della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen?

R: Chiara la visione offerta dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen al Parlamento europeo nel suo primo discorso sullo Stato dell'Unione, per un’Europa più vitale al suo interno ma anche più forte, motore del cambiamento nel mondo e nella costruzione del proprio futuro. Un intervento in cui l’Italia è il Paese più citato, sia quando viene individuato come sede per  un Summit straordinario  sulla sanità nel 2021, sia quando prende in prestito l’immagine delle due ragazze che dai tetti della Liguria sfidano il lockdown giocando a tennis, quasi una lezione  data dai giovani per superare gli ostacoli e lavorare per la costruzione di opportunità per il futuro. Questo il senso dello strumento Next Generation EU, più volte richiamato, su cui gli Stati membri dovranno costruire i Piani di rilancio e resilienza, tra investimenti e riforme strutturali verso la transizione verde e digitale.

 

D: Quali sono le priorità e le politiche da intraprendere in questo delicato momento storico?

 

R: La Presidente non dimentica di ricordare cosa e quanto l’Europa abbia fatto per proteggere i lavoratori e le aziende durante la crisi, a partire dal programma SURE, dalla sospensione del Patto di stabilità, al sostegno della BCE sino alla proposta del Recovery Fund e del nuovo QFP. Ma anche un’occasione per accelerare sulla proposta di un salario minimo europeo, un sistema sanitario europeo, verso un continente climaticamente neutro entro il 2050 con la riduzione delle emissioni almeno al 55% per il 2030 destinando a tale obiettivo il 37% di Next Generation EU. Nel volgere lo sguardo all’esterno, importante la riflessione sulla necessità di riformare l'organizzazione Mondiale della sanità e del Commercio, e rendere l’Europa maggiormente protagonista nelle relazioni multilaterali. Da qui la necessità di completare quella che chiama “cassetta degli attrezzi”, per esempio passando al voto a maggioranza qualificata, almeno per quanto riguarda i diritti umani, in attesa della Prima relazione annuale sullo stato dei diritti e la nomina del primo coordinatore europeo contro ogni forma di razzismo.

 

D: Altro tema cruciale: le politiche migratorie e un approccio congiunto Europa-Paesi mediterranei. Quali sono le iniziative da attuare al riguardo?

 

R: Di primaria importanza, in particolare per l’Italia, è l’annuncio del superamento degli accordi di Dublino, anche se mi sembra si faccia ancora fatica a individuare un vero e unico sistema europeo per le migrazioni e l’asilo, tra redistribuzioni e rimpatri, controllo delle frontiere, tra solidarietà e responsabilità. Fiducia nella nostra Europa che sarà quello che noi faremo e ciò per cui lavoreremo, dunque, per renderla più forte e vitale.

 

Un EUforico abbraccio,

Gianluca e Silvia - Italia Viva chiama Bruxelles

 

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