15/07/20

Caffè europeo #1

Benvenuti al caffè europeista.

 

Ogni mese tratteremo temi d’attualità per rafforzare il legame fra i nostri lettori e la realtà di Bruxelles.

 

Il momento dell’Europa: Recovery Fund

 

Il 27 maggio la Commissione Europea ha presentato una proposta ambiziosa per tradurre in realtà il dibattito sul Recovery Fund. Si tratta di Next Generation EU: un nuovo strumento da 750 miliardi di euro per rafforzare il budget europeo 2021-2027. Le innovazioni principali sono due:

 

• sarà direttamente l’Europa - e non gli Stati membri - a emettere obbligazioni sui mercatisfruttando così pienamente la solidità finanziaria dell’Unione Europa, che con il suo rating “tripla A” si finanzierebbe sui mercati a tassi d’interesse molto bassi. Lo strumento potrebbe essere disponibile già da gennaio 2021.

 

• le obbligazioni Next Generation EU - che avranno una scadenza non inferiore a 7 anni e non superiore a 30 anni - contribuiranno direttamente al budget Europeo 2021-2027permettendo di distribuire fino a 310 miliardi di euro - di cui 81 all’Italia - in finanziamenti a fondo perduto e fino a 250 miliardi di euro - di cui 90 all’Italia - in prestiti. Le obbligazioni permetteranno, inoltre, di riservare altri 200 miliardi distribuiti fra fondi di coesione, fondi per la transizione verso la neutralità climatica, sussidi per l’agricoltura, strumenti di supporto alla solvibilità e programmi di investimenti per catalizzare liquidità nel settore privato. Per ottenere tutto ciò, l’Unione Europea aumenterà temporaneamente la soglia massimale delle risorse proprie. Sapevate che il budget europeo ammonta al momento a non più dell'1% circa del PIL europeo? Ebbene, questa soglia sarà aumentata al 2%, anche grazie all’emissione di obbligazioni Next Generation EU.

 

Il Consiglio europeo del 19 giugno - tenutosi in videoconferenza - non ha portato a una decisione finale sul Recovery Fund.

 

È emersa con forza la posizione dei cosiddetti Paesi frugali o rigoristi (Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia) che sono contrari all’aumento del budget europeo e vorrebbero abbassare l'ammontare totale del Recovery Fund e i finanziamenti a fondo perduto.

 

I leader europei terranno una riunione in presenza a Bruxelles il 17 e 18 luglio per discutere del piano per la ripresa in risposta alla crisi Covid-19 e del nuovo bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027. La negoziazione è aperta e le diplomazie sono già al lavoro.

Da luglio la Germania ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea e avrà un ruolo centrale nelle negoziazioni sul Recovery Fund, che potrebbe influenzare il futuro delle prossime generazioni.

 

Pausa caffè con Nicola Danti, europarlamentare e capo delegazione di Italia Viva

 

D: Caro Nicola, qual è la tua visione sul Recovery Fund e sulla risposta dell’Unione Europea alla crisi Covid-19?

 

R: Lo strumento del Recovery Fund è un grande risultato per il rilancio dell’Unione Europea. L’Europa come istituzione era in difficoltà anche prima dell’arrivo del Covid-19 e molti erano i temi di difficile gestione, come l’immigrazione e l’equa distribuzione tra paesi dell’impegno verso il soccorso e l’accoglienza. Il virus ha di fatto accelerato l’esplosione di fratture esistenti e, finalmente, l’Europa ha risposto in modo adeguato. In soli 100 giorni, abbiamo affrontato un cambiamento radicale, che valuto positivamente. Abbiamo ottenuto accesso al MES senza condizionalità, per la sanità pubblica e la prevenzione legate alla crisi Covid-19; possiamo usare il programma SURE per combattere la disoccupazione e, infine, avviare una modificazione dell’istituzione Europa, immaginando che divenga un’entità autonoma con un proprio bilancio, garantito dal bilancio dell’Unione. Definitivo, infine, l’intervento della BCE con 600 ulteriori miliardi, che si aggiungono ai 750 già stanziati, per il Programma anti-pandemia (PEPP) grazie al quale l’Italia può finanziarsi sui mercati emettendo titoli di stato a tassi d’interesse ridotti.

 

D: Come aumentare la consapevolezza dei cittadini europei, concretamente?

 

R: L’Europa sta mettendo in campo tutti gli strumenti necessari per superare la più importante crisi dal dopoguerra. Di questo devono essere consapevoli anche i cittadini.

Il Parlamento europeo ha dato un forte contributo politico in tal senso e la politica è tornata protagonista di scelte comuni. Insieme ad altri eurodeputati di diversi gruppi politici, abbiamo scritto una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen, chiedendo che i progetti finanziati con il Recovery Fund siano promossi in modo inequivocabile e riconoscibili da tutti i cittadini europei quali progetti europei. Questo sarà anche un modo per combattere le fake news dei populisti e dei nazionalisti in tutta Europa.

 

D: Qual è la posizione di Italia Viva e Renew Europe in Parlamento Europeo?

 

R: Renew Europe e Italia Viva hanno da sempre sostenuto questo cambio di concetto e di passo attraverso il Recovery Plan. Questo renderà possibile per la Commissione europea di attivare quelle leve economiche e finanziarie con cui dare concretezza alle scelte politiche. Quella della fiscalità europea è, infatti, una sfida decisiva per il futuro, anche in funzione delle ambizioni del Green Deal.

Vorrei vedere altrettanta grinta anche in altre azioni di contrasto e riduzione delle diseguaglianze tra paesi UE, magari maturando controlli maggiori alle dogane, contrastando contraffazione e dumping fiscale e commerciale, per opporsi uniti all’illegalità e maturare un atteggiamento diverso. In tal senso dobbiamo fare un ragionamento concreto su quale modello di sviluppo europeo ci vogliamo impegnare a raggiungere, forti di temi come lo sviluppo digitale, ovviamente il Green Deal e nuove regole commerciali.

 

Un EUforico abbraccio,

 

Silvia e Matteo - Italia Viva chiama Bruxelles

 

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