Caffè europeo #18

Continua il Caffè europeista: trattiamo temi d’attualità per aggiornarvi sulla realtà di Bruxelles.

 

Elezioni tedesche: socialdemocratici guidati dall’europeista Olaf Scholz vs FDP (Partito Liberale Democratico) e Verdi

La sera del 26 settembre è stata una sera cruciale per la Germania. Una spinta al cambiamento è l’immagine che fuoriesce il giorno dopo. I socialdemocratici di Olaf Scholz, Vicecancelliere della Germania e Ministro delle Finanze, sono riusciti a invertire totalmente la loro immagine. La SPD (Partito Socialdemocratico), dopo anni di problemi interni al partito e difficoltà a smarcarsi dalla CDU (Unione Cristiano-Democratica), riesce finalmente ad arrivare prima, con il 25,7%, ma per Olaf Scholz, non sarà semplice dare vita a una maggioranza di governo.

Dopo 16 anni di Angela Merkel, la CDU è entrata in campagna elettorale molto sicura di sé stessa ma sembra essere inciampata più volte lungo il percorso, dalla scelta del candidato alla discussione interna sui programmi, arrivando solo al 24,1%, 8,5 punti in meno rispetto alle precedenti elezioni federali. Questo rappresenta il peggior risultato nella storia della CDU. 

I veri vincitori di queste elezioni sono forse altri, la FDP (Partito Liberale Democratico) e i Verdi, che pur essendo partiti piccoli, sono riusciti a spingere per un cambiamento e in una direzione diversa nella politica tedesca. I primi arrivano a un 11,5%, ma sanno di avere un peso fondamentale e di poter dunque arrivare al governo in qualsiasi coalizione ritenuta possibile. I secondi sono stati indeboliti durante la campagna elettorale, ma hanno comunque raggiunto un ottimo risultato, il 14,8%. 

Saranno FDP e Verdi a decidere quale governo si formerà in quanto la “grande coalizione” tra CDU e SPD non sembra essere un’opzione sul tavolo delle trattative. Le discussioni fra partiti sono già cominciate, e per ora le opzioni plausibili sembrano solo due: una Ampel – letteralmente semaforo - (SPD, Verdi e FDP con cancelliere Scholz) e una Jamaica (CDU, Verdi, FDP con cancelliere Laschet). Quest’ultima si è affievolita proprio in questi giorni, a causa dei numerosi errori di Laschet e di attacchi provenienti dalla CDU stessa nei suoi confronti. Sembra proprio che il quadro stia cambiando.

A favore della coalizione Ampel si è espresso senza mezzi termini Olaf Scholz, con le seguenti parole in un discorso alla sede della SPD: “Gli elettori hanno espresso la loro volontà in modo molto chiaro: hanno rafforzato SPD, Verdi e Liberali. E questi tre devono guidare il nuovo governo. CDU e CSU non hanno soltanto perso molti voti, ma hanno anche avuto il messaggio dagli elettori che adesso non potranno più stare al governo, ma dovranno andare all'opposizione”.  

Ad oggi l’unica certezza è che ci vorrà ancora tempo prima di formare un governo.

 

Pausa caffè con Laura Garavini, Senatrice di Italia Viva, Vicepresidente della Commissione Affari esteri, emigrazione e Membro della Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali

 

D: Cara Laura, qual è il tuo primo pensiero vedendo i risultati delle elezioni in Germania?

 

R: Quello che è successo era già successo a Helmut Kohl nel lontano 1976, quando la sua CDU/CSU era diventata primo partito, ma la FDP continuava a governare con la SPD, eleggendo cancelliere Helmut Schmidt che con i suoi socialdemocratici alle urne era arrivato solo secondo. Quasi mezzo secolo dopo, la FDP torna a essere decisiva. Spetta a Christian Lindner (e ai Verdi) rendere cancelliere Armin Laschet oppure Olaf Scholz. Nelle discussioni televisive in Germania, subito dopo le prime proiezioni, Lindner non ha nascosto quale sia la sua preferenza: una coalizione con l’Unione. Con la CDU/CSU la FDP ha una maggiore sicurezza di poter raggiungere uno dei suoi obiettivi elettorali: una riduzione delle tasse. Scholz durante la sua campagna elettorale aveva puntato invece sul salario minimo e aveva annunciato l’intenzione di introdurre una tassa per i ricchi.

D: Chi diventerà cancelliere e chi è il vero ago della bilancia nelle trattative per il governo?

R: Penso che sarà una sorta di asta. Per i verdi, la scelta del partner di coalizione non sembra creare grandi problemi. Sia la SPD sia la CDU/CSU si focalizzeranno su una politica del clima e su una svolta ecologica. Dal 2030 in poi vogliono, infatti, vietare macchine a combustione interna e permettere solo macchine elettriche. Non è una richiesta facile da digerire sia per la SPD sia per la CDU/CSU. La base dei verdi è per lo più orientata verso la SPD, ma nelle diverse Regioni i verdi si sono mostrati molto flessibili nella loro scelta del partner di coalizione.

Direi perciò che la FDP è il vero ago della bilancia. Gli occhi in Germania sono puntati su Lindner che già in campagna elettorale aveva detto espressamente che la sua preferenza era orientata verso la CDU/CSU, perché i punti programmatici della FDF si avvicinano maggiormente a quelli dell’Unione piuttosto che a quelli della SPD. Inoltre, Lindner e Laschet si conoscono da anni e già quattro anni fa avevano creato una loro coalizione CDU/FDP nel Land del Nordrhein-Westfalen. Non sembra invece una questione di posti, sia in una coalizione Jamaica (nero/Unione-verde-giallo/FDP) con Laschet, che in una coalizione Ampel (rosso/SPD-verdi-giallo/FDP) con Scholz è molto probabile che Lindner diventi il nuovo ministro delle finanze della Germania.

D: E in tutto ciò che ruolo giocherà Scholz, che sembra essere il vincitore?

R: Mesi fa nessuno credeva in una rinascita dei socialdemocratici, ma Scholz, con il suo pragmatismo e realismo, ha reso la SPD il primo partito in Germania. È sempre stato un combattente tranquillo e dalla grande tenacia e continua a lottare per poter conquistare il Kanzleramt. Già subito dopo le prime proiezioni ha sottolineato che si può immaginare benissimo una coalizione semaforo e ha aperto la porta alla FDP. Negli ultimi giorni della campagna elettorale la SPD ha lavorato con lo slogan: chi vuole Scholz cancelliere deve votare la SPD. I risultati elettorali indicano Scholz in grande vantaggio rispetto a Laschet come cancelliere preferito dei tedeschi, che apprezzano la sua competenza, la sua serietà e la sua esperienza.

La partita tra Scholz e Laschet è iniziata e il suo esito verrà deciso da Lindner (insieme ai Verdi).

 

Un EUforico abbraccio,

Federica e Silvia - Italia Viva chiama Bruxelles