Caffè europeo #15

Continua il Caffè europeista: trattiamo temi d’attualità per aggiornarvi sulla realtà di Bruxelles.

 

Caffè Europeo #15

 

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Approvato il primo programma di lavoro di Horizon Europe

Mercoledì 16 giugno la Commissione Europea ha adottato il programma di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2021-2022. Prevede un finanziamento di 14,7 miliardi di euro.

Più di quattro euro su dieci, ovvero circa 5,8 miliardi di euro in totale, saranno investiti in ricerca e innovazione per sostenere il Green Deal europeo e limpegno di rendere lUE il primo continente climaticamente neutrale al mondo entro il 2050. Questi investimenti contribuiranno inoltre alla ripresa sostenibile dalla pandemia.

I primi bandi sono stati pubblicati lunedì 22 giugno. 

Horizon Europe ha una durata di 7 anni e una dotazione finanziaria complessiva di 95,5 miliardi di euro (a prezzi correnti), cifra che include 5,4 miliardi del Next Generation Eu. Si tratta del più vasto programma di ricerca e innovazione transnazionale al mondo.

Il programma mantiene la struttura a tre pilastri e le regole di procedura del suo predecessore, Horizon 2020, ma semplifica molto il panorama dei finanziamenti.

Troviamo elementi di continuità nel supporto alla ricerca di base, continuando a promuovere leccellenza scientifica attraverso il Consiglio Europeo della Ricerca e le borse di studio e gli scambi per ricercatori con le azioni Marie Skłodowska-Curie. Altri elementi di continuità sono riscontrabili nei cluster tematici del secondo pilastro Sfide globali e competitività industriale europea”, nellazione del Centro Comune di Ricerca e dellIstituto europeo di innovazione e tecnologia.

E poi troviamo elementi di novità quali le Missioni e il Consiglio Europeo per lInnovazione.

Il Consiglio Europeo per lInnovazione (CEI), già avviato in fase pilota nellultimo periodo di Horizon 2020, mira ad agire come sportello unico” per attrarre e sostenere tutti i tipi di innovatori e di imprese innovative. I bandi sono aperti a tutti i tipi di innovatori, dai singoli individui alle università, agli organismi di ricerca e alle imprese (PMI, comprese le start-up), dai singoli beneficiari ai consorzi multidisciplinari. Il CEI si concentra principalmente sullinnovazione rivoluzionaria e dirompente, pur sostenendo anche tutte le altre tipologie di innovazione, compresa quella incrementale.

Le Missioni di ricerca e innovazione includeranno un portafoglio di azioni – progetti di ricerca, misure di policy o anche iniziative legislative – dirette a raggiungere, entro un arco di tempo prestabilito, un obiettivo audace, misurabile e rilevante per la società, che non potrebbe essere ottenuto attraverso azioni singole. Le aree di Missione individuate sono: salvare dal cancro 3 milioni di vite in più entro il 2030, avere 100 città climaticamente neutre, oceani, mari e acque interne sani, suoli e alimenti sani, regioni resilienti ai cambiamenti climatici. Le Missioni aspirano inoltre a mobilitare risorse aggiuntive a livello europeo, nazionale e locale, a mettere in relazione le attività tra diverse discipline e differenti tipologie di ricerca e innovazione e a rendere più facile per i cittadini comprendere il valore degli investimenti in R&I.

La partecipazione a Horizon Europe è aperta a qualsiasi soggetto giuridico. Nella grande maggioranza dei progetti collaborativi, il consorzio deve essere composto da almeno tre soggetti giuridici indipendenti, ognuno dei quali stabilito in uno Stato membro o in un Paese associato diverso.

Pausa caffè con Sara Moretto, Deputata Italia Viva e Segretario della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati

 

D: Cara Sara, ricerca e Innovazione sono un volano per la competitività. Cosa serve allEuropa per raggiungere i livelli di competitor agguerriti quali gli Usa e la Cina?

R: La ricerca di base e la ricerca applicata sono la chiave per linnovazione. Inutile negare che per fare ricerca servono fondi, pubblici e privati. Per recuperare terreno nei confronti di Usa e Cina, lEuropa dovrebbe investire molte più risorse ma soprattutto, e prima di tutto, dovrebbe individuare le filiere strategiche su cui puntare. Supporto vero alle start-up, sburocratizzazione, ammodernamento e rilancio del ruolo della formazione tecnico-scientifica sono alcune delle mosse che lEuropa dovrebbe mettere in campo per diventare più competitivi a livello mondiale.

Anche questa pandemia ha dimostrato chiaramente quanto sia essenziale garantire un costante investimento in ricerca e supportare produzioni innovative nel territorio comunitario.

Servono scelte chiare e coraggiose in campo industriale.

 

D: Quali opportunità vedi per il nostro paese nel nuovo Programma Horizon Europe?

R: Innanzitutto l'opportunità di portare fuori dai confini nazionali il contributo di innovazione, di idee e di creatività dei nostri ricercatori e dei nostri imprenditori. LItalia deve compiere ancora molti passi nei processi di digitalizzazione ma anche in quelli delluguaglianza e dell'equità sociale, presupposti fondamentali per ogni processo di innovazione. È però altrettanto vero che il nostro Paese ha enormi potenzialità creative e molte eccellenze da sostenere, spesso sviluppate in micro e piccole imprese o in progetti di giovani che si buttano nel mondo dellinnovazione solo con lentusiasmo delle loro idee. A queste che possono sembrare debolezze agli occhi di chi cede a visioni superate, dobbiamo garantire invece massimo supporto. Per questo ho proposto che lItalia si doti di una figura presso il Ministero dello Sviluppo Economico che ha il compito di valutare limpatto delle misure economiche sulle micro imprese e le sostenga nellaccesso ai sostegni di politica industriale. Un mister PMI” italiano che alla luce del fatto che più del 90% delle imprese italiane ha meno di 10 dipendenti è unimprorogabile necessità.

 

D: Il  tasso  di  successo  delle  proposte  cui  lItalia  partecipa,  nonostante  il  costante  incremento  negli  anni,  si  ferma  al  13.2%,  due  punti e mezzo al di sotto della media Ue. Cosa dobbiamo fare per migliorare?

R: Senza dubbio fare più rete. LItalia presenta spesso proposte in cui è evidente una limitata capacità di aggregare partenariati forti. Dovremo migliorare la nostra capacità di gestione di un progetto e soprattutto ampliare la diffusione di una cultura progettuale”. Sono convinta che se si coniugassero i progetti del Pnrr con quelli di Horizon su settori quali i trasporti, la salute, lambiente e lenergia si produrrebbe un effetto moltiplicatore importante per il rilancio del Paese. Oggi non è più tempo di azioni a compartimenti stagni”, serve complementarietà e coordinamento degli investimenti dei fondi pubblici, serve una visione chiara del futuro del Paese in unEuropa sempre più integrata.

 

 

Un EUforico abbraccio,

Niccolò e Roman Italia Viva chiama Bruxelles