24/06/21
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Buonajuto: "Il coraggio di Ercolano che ha cacciato via la camorra"

Intervento di Ciro Buonajuto pubblicato dal "Corriere della Sera", 24 giugno 2021.

Se qualcuno cerca in rete la foto di Salvatore Barbaro, troverà il volto di un ragazzo che lavorava in una salumeria, sorridente e pulito. Quel ragazzo non c'è più, perché «per errore» è stato ucciso dalla camorra, in una fredda serata di novembre di 12 anni fa, con 11 colpi di pistola. Il suo unico errore è stato guidare la stessa auto di un boss.

Questa era la mia Ercolano, fino a qualche anno fa. Poi la città ha avuto il coraggio di ribellarsi; tanti commercianti hanno denunciato i camorristi ed hanno confermato le denunce in Tribunale; e grazie al lavoro della Magistratura e delle forze dell'ordine ci sono stati 500 arresti e poi 44 condanne all'ergastolo. Un numero incredibile se proporzionato a soli 52.000 residenti.

Oggi Ercolano è una città libera dalla camorra, che ha voglia di ripartire grazie al turismo e alla cultura; ma è anche una città che non deve dimenticare il suo passato, affinché rimanga sempre alta l'attenzione contro ogni illegalità e soprattutto affinché ciò che è stato, non accada mai più. Il 16 giugno abbiamo intitolato proprio a Salvatore Barbaro lo slargo dove fu ammazzato; in un quartiere difficile, ostaggio della criminalità e dove ancora adesso c`è tanta povertà e tanto disagio. Proprio lì, l`amministrazione sta realizzando una passeggiata archeologica, che affaccia sugli Scavi e sulla Villa appartenuta a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, la Villa dei Papiri.

Il segnale che vogliamo offrire ai nostri giovani è che la camorra può essere sconfitta e in quel quartiere, dove è stato ucciso Salvatore, in cui prima c'erano le sentinelle dei clan, domani ci saranno i turisti, i giovani e la bellezza. Solo così vinceremo la nostra battaglia nel Mezzogiorno, con il coraggio di investire in turismo, cultura e legalità.