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Bps società benefit. Del Barba: "Felice che questo tema entri nel dibattito locale"

L'intervento pubblicato da "la Provincia di Sondrio", 18 ottobre 2021.

«Uno strumento moderno che il mondo, tutto il mondo, si sta dando per inserire all'interno del modello capitalistico i benefici comuni sociali e ambientali. Sono molto contento che motu proprio sia stata individuata questa opportunità per la Banca Popolare di Sondrio». Parla da presidente di Assobenefit, l'associazione nazionale per le società benefit, e lo fa senza celare la propria soddisfazione, Mauro Del Barba, il senatore morbegnese di Italia Viva, promotore della legge di istituzione delle B corporation nel 2015, lo stesso anno in cui il governo Renzi dava il là alla riforma delle Popolari.

A parlare della possibilità di salvaguardare il rapporto tra la banca e il suo territorio, quella mutualità che la riforma tende ad annullare, attraverso la trasformazione della Bps in società benefit, è stato l'imprenditore valtellinese Giacomo Pedranzini sabato, davanti al pubblico di imprenditori, artigiani e professionisti riuniti nella sede di Confartigianato per sentire dalla viva voce del suo fondatore Marco Vitale e dal presidente Stefano Zane, le ragioni e gli obiettivi del Comitato per l'autonomia della Bps. «Attraverso questa nuova forma giuridica - aveva detto Pedranzini - è possibile inserire negli statuti obiettivi diversi dal solo profitto. Chiediamo che il nostro Cda metta all'ordine del giorno la possibilità che la Bps diventi una società benefit garantendo così particolare attenzione al territorio».

La Popolare di Sondrio, chiamata alla trasformazione in Spa entro fine anno, l'ultima in ordine di tempo dopo la resistenza passata attraverso ricorsi e controricorsi, non sarebbe la prima a scegliere questa strada. «Ci sono banche che l'hanno già fatto - dice Del Barba - e grandi istituti, più della Bps, che ci stanno lavorando. Non solo è una possibilità, ma è qualcosa di fortemente auspicabile perché quando succede fa bene al territorio, qualsiasi sia il campo di azione della società che sia cioè un banca, una società manifatturiera o di servizi. È davvero una soluzione universale che un po' in tutto il mondo stanno cominciando a copiarci».

E Del Barba lo sa per esperienza personale. Da sei anni, in qualità di presidente di Assobenefit, sta girando l`Italia per spiegare che non solo è possibile, ma che «tutte le società italiane dovrebbero trasformarsi in "benefit"». Il green deal e il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per rimanere in Italia, sono tutti tasselli di una sensibilità che sta cambiando e di una maggiore attenzione ai temi ambientali e sociali che sono gli stessi che caratterizzano le B corporation.

«Per legge le società benefit sono quelle che oltre allo scopo di dividere gli utili tra gli azionisti hanno uno o più obiettivi di beneficio comune, sociali e ambientali - spiega Del Barba - ed è chiaro che tutti e due questi ambiti si rivolgono al territorio e ai suoi portatori d'interesse. Quello che magari una volta, cento anni fa, poteva essere raggiunto solo con lo scopo mutualistico, oggi può essere ottenuto attraverso questo strumento che se applicato correttamente è molto più potente dei precedenti. Essere cooperativa non porta necessariamente benefici al territorio, la cooperativa può muoversi privilegiando altri interessi. Invece se si cablano gli obiettivi di interesse comune nello statuto, allora è tutta un'altra cosa».

Una cosa «molto grande» come dice lo stesso Del Barba. «Sono contento che entri nel panorama valtellinese - aggiunge -. Anche se lo fa su una vicenda che non ha abbastanza spazi temporali per approfondire, perché siamo già oltre la metà di ottobre».

La Popolare non sarebbe comunque il primo caso di B corporation in provincia di Sondrio. «Quattro anni fa ero in Perù a spiegare questo modello e incontrai padre Ugo De Censi - dice il senatore morbegnese - venerdì proprio il Mato Grosso ha fatto una serata in cui sono intervenute due imprese e una, la Maganetti trasporti, è un'importante società benefit». Del Barba ricorda anche di aver suggerito già qualche anno fa questa strada alla Banca Popolare di Sondrio «e sono contento che oggi questa ipotesi venga rilanciata». Operativamente si tratterebbe di procedere con la trasformazione della Bps in Spa e poi inserire nello statuto gli obiettivi scelti per il territorio, «questo - conclude Del Barba - obbliga gli amministratori della banca a perseguirli parimenti all`obiettivo di fare utili».