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Boschi: "Siano inappellabili le sentenze di assoluzione. Per noi il giustizialismo è un'aberrazione"

L'intervento pubblicato dal "Corriere della Sera", 19 agosto 2022.

«Per noi il giustizialismo è un'aberrazione». Maria Elena Boschi non usa mezzi termini. Durante la conferenza stampa di presentazione del programma del terzo polo, insieme al leader di Azione Carlo Calenda, l'ex ministra presenta le proposte sulla giustizia, un tema che le sta particolarmente a cuore.

Espone un programma ambizioso: inappellabilità delle sentenze di assoluzione, separazione delle carriere, riforma del Csm e della prescrizione, valutazione dei magistrati, riduzione dei tempi dei processi e dell'uso della carcerazione preventiva. «Deve essere un'eccezione, e non la regola», spiega Boschi.

È necessario ridurre i tempi della giustizia innanzitutto per le famiglie delle vittime dei reati, ma anche per chi è innocente, dice Boschi: «Noi siamo garantisti. Vogliamo farci carico della richiesta di cambiamento che è arrivata da milioni di italiani che hanno partecipato ai referendum sulla giustizia».

Per Boschi alcune riforme di questa legislatura sono state troppo timide: «Per noi è importante riformare con più coraggio il nuovo Csm. Chiediamo una valutazione vera ed effettiva dei magistrati a cui possano prendere parte gli esponenti del mondo dell'avvocatura e dell'università».

Altro obiettivo fondamentale è la riduzione dei tempi dei processi, uno dei pilastri del Pnrr, secondo il quale vanno diminuiti almeno del 25%: «È necessario ridurre i tempi della giustizia - spiega Boschi - per garantire i diritti dei cittadini, innanzitutto per le famiglie delle vittime dei reati, ma anche per chi è innocente. Mediamente prosegue tra le indagini preliminari e la sentenza di primo grado possono passare anche sette anni. Lo dico per esperienza personale» aggiunge.

Ma non si ferma, Boschi. Svela che anche il terzo polo è favorevole «all'inappellabilità delle sentenze di assoluzione». Altra questione delicata, la prescrizione. «Vogliamo tornare alla prescrizione sostanziale, perché la mediazione al ribasso che si è dovuta fare in una maggioranza così ampia non ci ha consentito di fare una norma che funzioni bene».

Poi il delicatissimo tema del carcere. Sono più di cinquanta nel solo 2022 i detenuti che si sono tolti la vita: «Abbiamo bisogno di un sistema carcerario che non diventi una condizione di inappellabilità per le migliaia di persone oggi detenute. Bisogna lavorare non solo sull'edilizia ma anche sull'ordinamento penitenziario, incentivando l'esecuzione penale alternativa e garantendo un supporto psicologico vero per evitare il dramma dei suicidi».

«Portare avanti queste battaglie con lv e Azione è semplice perché sono parte del Dna di tutte le persone candidate da queste forze politiche» conclude Boschi.