Intervista a Maria Elena Boschi per «QN» del 4-07-2026
di Cosimo Rossi
Questa settimana le dimissioni unanimi dalla Vigilanza Rai, la prossima invece Italia viva iniziative separate. Onorevole Maria Elena Boschi, quanto e cosa manca ancora a vedere un centrosinistra unito capace di contendere il governo?
«Sulla Rai abbiamo dato un segnale importante di compattezza non solo con le dimissioni in blocco, ma con una proposta unitaria di riforma della governance. Allo stesso modo abbiamo già presentato proposte condivise su start tax, salario minimo, congedi parentali, liste d'attesa. Restano temi su cui ci sono distanze: giustizia, patrimoniale, energia, politica estera. Così come nel centrodestra.»
Quindi?
«Siamo pronti a lavorare per un programma condiviso e vincolante con cui presentarci agli elettori. Non ci assumeremo la responsabilità di riconsegnare il Paese a questo governo disastroso e magari far scegliere a Meloni, Salvini e Vannacci un presidente della Repubblica sovranista. Perciò saremo in piazza in tutta Italia per ricordare come sia peggiorata la vita su salari, tasse, sanità, benzina, treni, sicurezza.»
Data l'unità sulla Rai e la riforma elettorale, il richiamo alla Costituzione proposto da Conte per ridenominare la coalizione e da Schlein come leitmotiv programmatico sarebbero efficaci?
«Sulla legge elettorale abbiamo lavorato con le altre opposizioni. E sulle preferenze non arretriamo e abbiamo presentato un emendamento. Sul nome della coalizione decideremo a tempo debito. Prima vogliamo o non vogliamo scrivere insieme come attuare la Costituzione in un Paese in cui gli anziani rinunciano a curarsi, le coppie a fare figli e i giovani fuggono all'estero?»
Nella foto di gruppo di Pd, M5s, Avs c'erano almeno le sedie vuote moderata e civica. Come intendete formare tale indispensabile quarto lato di moderato? Personalità e capacità politiche di Renzi rischiano di far ombra ai partner?
«Renzi è un fuoriclasse, non c'è dubbio. E Italia viva/Casa riformista ha gruppi parlamentari, amministratori, organizzazioni locali che stanno lavorando alle primarie delle idee. Le altre esperienze civiche non vanno trascurate. Anzi. Pur essendo ancora acerbe, vanno incoraggiate. Noi saremo sulla scheda elettorale e penso che questo debba essere visto come un valore aggiunto per vincere, non certo come un problema. La Liguria dovrebbe essere di monito. Se poi qualcuno vuole fare un regalo a Meloni, mettendo veti come nel 2022, se ne assumerà la responsabilità. Eviterei di trovarci con un La Russa al Quirinale a festeggiare i 90 anni della Repubblica.»
Sulla riforma elettorale Meloni sembra trovarsi tra l'uscio e il muro del rischio di perdere o l'alleanza con Vannacci. Alzeranno la soglia per il premio per salvare il principio e rimandare insieme a un Parlamento proporzionale dove trattare con Azione o Futuro Nazionale?
«Il centrodestra non sa che pesci prendere, difatti ha rinviato la discussione in Aula. Non so se cambieranno la soglia e il premio, ma sono pronta a scommettere che sulle preferenze prenderanno in giro gli italiani, così come sul voto per i fuori sede. Noi chiederemo le preferenze perché i cittadini possano scegliere. Vannacci è una spina nel fianco per Meloni, non solo per Salvini. La premier finge di attaccarlo, ma non è capace di promettere che non sarà sua alleata. Quanto a Calenda...Come fa ad allearsi con la Lega che ogni giorno definisce 'filo putiniana' senza perdere la faccia?»
