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Boschi: «Pronti per lo Ius scholae ma temo che FI si farà fermare»

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Intervista a Maria Elena Boschi per «La Repubblica» del 18-08-2024

di Concetto Vecchio

 

Onorevole Maria Elena Boschi, è favorevole allo lus scholae?

«Sì, meglio questa legge rispetto al niente».

 

Le sembra un passo indietro?

«Nel 2016 presentammo lo lus culturae, che offriva la cittadinanza a chi avesse completato il ciclo di studi, o in alternativa per chi era nato qui con genitori in possesso di un permesso di soggiorno permanente, il cosiddetto lus soli temperato».

 

E come finì?

«La riforma venne approvata alla Camera, dopo una mediazione che feci con Maurizio Lupi. Poi il governo si dimise e al Senato il nuovo premier Gentiloni non volle mettere la fiducia come invece Renzi aveva fatto sulle unioni civili: morì lì».

 

Crede che stavolta Forza Italia andrà fino in fondo?

«All'epoca votarono contro. Vedo che hanno cambiato idea. Bene. Ma nutro qualche dubbio che difenderanno la loro proposta sullo lus scholae sino alla fine».

 

Perché?

«Perché il patto di potere che lega il centrodestra è più forte dello slancio ideale sui diritti».

 

Cioè?

«Noi ci commuoviamo per i nostri atleti che vincono alle Olimpiadi, per i ragazzi di seconda generazione che parlano un italiano migliore del nostro, ma alla fine prevalgono i cinismi di chi deve continuare a stare in maggioranza».

 

Non si fida di Tajani?

«È bravo a fare qualche lancio di agenzia, per smarcarsi dalla Lega e posizionarsi come forza liberale, ma al momento di votare in Consiglio dei ministri poi si tira indietro».

 

La crepa nella maggioranza quindi è solo apparenza?

«Chi la vede è animato da un eccesso di ottimismo. Non credo che Forza Italia metterà in crisi il governo per lo Ius scholae. Ma se c'è anche una sola possibilità di arrivarci va percorsa: se davvero sono in buona fede noi ci siamo».

 

Cosa la rende pessimista?

«Si sono tirati indietro anche sulle carceri, facendo tornare in Commissione la proposta Giachetti sul sovraffollamento dopo mille dichiarazioni pubbliche: alla fine anche qui si sono accodati al volere della Meloni».

 

Pensa che facciano finta anche sull'Autonomia differenziata.

«Le Regioni che governano non hanno impugnato la legge nonostante il malessere del loro elettorato al Sud nei confronti della riforma».

 

Perché allora si distinguono nel dibattito pubblico?

«Per alzare il prezzo al tavolo delle nomine Rai: Forza Italia reclama la presidenza».

 

E nel centrosinistra? Siete finalmente uniti?

«Dopo le elezioni c'è stata una lucida analisi di Matteo Renzi sulla necessità di trovare dei punti di condivisione nel centrosinistra. Italia Viva a settembre farà la sua assemblea nazionale e lì ci confronteremo, ma intanto la strada è stata tracciata».

 

Cosa è cambiato rispetto al passato?

«Proverei a guardare più al futuro e meno al passato. Noi non rinneghiamo le nostre idee, ma siamo disponibili a costruire un'alternativa rispetto all'attuale destra».

 

La battaglia contro l'Autonomia differenziata è una prova generale?

«Intanto è una battaglia giusta poi è anche un modo per avviare un percorso politico e costruire fiducia reciproca».

 

Il governo Meloni durerà?

«Per ora sì, ma le troppe cose che aveva promesso non si sono realizzate. La classe media sta peggio. La sanità è peggiorata. Però il dibattito politico a destra ruota attorno alla difesa del governo di Massimo Boldi».

 

Perché ha presentato un'interrogazione sul rientro in Italia della giornalista Rai, Stefania Battistini?

«Se davvero c'erano delle esigenze di sicurezza l'ad della Rai Sergio dovrebbe chiarirle meglio. Perché a rigore dovrebbero valere per tutti i giornalisti Rai presenti in Russia».

 

Cosa sospetta?

«Che il rientro in Rai sia stata una mossa per favorire la distensione con Mosca».

 

Perché Meloni, un tempo favorevole alla cittadinanza dopo la scuola dell'obbligo, ha cambiato idea?

«E lei si stupisce? Ha cambiato idea su tutto, sulla Nato, sulle trivelle, sull'Euro, sul Jobs Act. Meloni non è una statista ma una influencer che cambia idea sulla base delle convenienze».