23/09/20
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Boschi: "Non ci spaventa la soglia del 5%. Io ministra? Non succederà"

Estratto dell'intervista di Carlo Bertini, "la Stampa", 23 settembre 2020.

«Faccio la capogruppo alla Camera e sto benissimo qui», risponde secca Maria Elena Boschi quando alla fine dell'intervista si chiedono lumi su un eventuale rimpasto: che in teoria potrebbe pure coinvolgerla nel ruolo di ministro. Meb, come la chiamano gli amici di Italia Viva, considera un «ottimo esordio» il risultato delle regionali del partito fondato da Matteo Renzi. E malgrado le percentuali prese da Iv, non dice no ad una legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento al 5%.

A quali condizioni direste sì a questo sistema di voto?
«Se deve essere un modello tedesco, ci devono essere i correttivi del proporzionale alla tedesca: monocameralismo e sfiducia costruttiva (ovvero la possibilità di sfiduciare un governo solo se c'è un'altra maggioranza pronta a votarne un altro, ndr)».

Non è che avete preso percentuali troppo basse per poter accettare una legge con la soglia del 5%? In Toscana speravate nel 10%...
«Se si fossero presentati i soli partiti sì. Ma con la presenza delle liste civiche e della lista del presidente, il 10% era un obiettivo irrealizzabile. Il dato è ottimo, specie pensando alle difficoltà di far conoscere un simbolo nuovo che un anno fa ancora nemmeno era stato pensato. Comunque per come si erano messe le cose ci basta vincere anche con meno voti di lista purché abbia vinto Giani».

Si può dire che il primo test elettorale non si possa definire entusiasmante?
«Veramente noi siamo entusiasti. Certo, sono risultati a macchia di leopardo: in Campania siamo al 7,5%, il nostro candidato Marras ottiene il 25% in Sardegna alle suppletive per il Senato; sfioriamo la doppia cifra in Valle d'Aosta, entriamo in consiglio e giunta in Campania e Toscana. Siamo andati bene alle amministrative. Ciro Buonajuto, il nostro sindaco di Ercolano, è stato rieletto con oltre l'80%. Mi trovi un altro partito neonato che fa un debutto del genere e ne riparliamo. Con un simbolo ancora sconosciuto, siamo già decisivi, bene così».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.