02/02/20
Italia Viva parlamento

Boschi: "La legge Bonafede deve essere sospesa per almeno un anno"

Intervista di Alessandro Di Matteo, "la Stampa"/"il Secolo XIX", 2 febbraio 2020.

Maria Elena Boschi è soddisfatta della prima giornata di assemblea di Italia Viva. La sala e piena, i militanti la cercano per i selfie e lei si presta volentieri. «È la prova che non siamo un partito di plastica». Chiarisce subito che l'ipotesi di un appoggio esterno al governo non è all'ordine del giorno, ma incalza il premier Conte: «Abbiamo confermato anche oggi appoggio pieno. Ma il governo si muova. Subito!».

Lei parla di appoggio pieno, ma Renzi ha anche detto che la legislatura dura di sicuro, mentre la sorte del governo dipende da quello che fa. La verifica è iniziata male?
«Come ha detto Renzi, l'appoggio al governo è totale. La verifica mi pare iniziata nel modo giusto: questa assemblea con migliaia di delegati da tutta italia ha dimostrato che vogliamo contribuire attraverso le proposte, le idee. Ci auguriamo che - visto che Conte dice che è iniziata una "fase due" - da lunedì ci sia una cambio di marcia. Si possano affrontare alcune riforme importanti: la nostra proposta è "Italia Shock", cioè investimenti, nuovi posti di lavoro, crescita...».

E anche giustizia. Il primo test arriva subito sulla prescrizione. Voi dite agli alleati: votate la proposta Annibali, il rinvio di un anno della Bonafede. È l'ultima offerta?
«Sì, perché ci pare una proposta di buonsenso. Abbiamo detto: sospendiamo l'efficacia di una norma che tutti dicono che non funziona e cerchiamo di approvare una riforma del processo penale che acceleri i tempi, senza sacrificare le garanzie per i cittadini. La riforma Bonafede-Salvini è sbagliata, non lo diciamo solo noi di Iv: all'inaugurazione dell'anno giudiziario lo hanno detto migliaia di avvocati in tutta Italia, ma anche i magistrati, dal primo presidente di Cassazione ai magistrati di Milano che hanno detto che la riforma viola i principi costituzionali».

Non siete disponibili ad altre soluzioni?
«Al momento non ci sono soluzioni sul tavolo per una possibile mediazione. Per noi è una battaglia di civiltà, se c'è la possibilità di votare sul "lodo Annibali" bene, sennò in aula a fine mese c'è di nuovo la proposta Costa (di Fi, ndr) e voteremo per tornare alle norme introdotte dal ministro Orlando durante il nostro governo».

Non teme che questo possa far cadere il governo?
«No».

Zingaretti scommette su un nuovo bipolarismo, contando anche sull'evoluzione dei 5 stelle. Non pensa che con le dimissioni di Di Maio M5s possa cambiare molto e diventare un soggetto con cui dialogare?
«Se alcuni partiti "forzano" per creare due poli, per noi si apre una prateria. A mio avviso ci sono tantissimi cittadini che non si riconoscerebbero né in una destra Meloni-Salvini né in una sinistra Pd-M5s - e non so se M5s rientra nel concetto di sinistra. Noi abbiamo detto una cosa molto chiara: siamo dei riformisti, non dei massimalisti. Il modello di riferimento è Blair non Corbyn, Obama non Sanders. Peraltro, credo che in futuro ci potrebbero essere più Movimenti 5 stelle, vedo divisioni che possono portare ad avere più partiti che stelle, altro che correnti».

Chiedete che il governo assuma un baricentro riformista. Conte sarà in grado di farlo?
«Lo vedremo da lunedì, sicuramente è un'esigenza del paese tornare a puntare sulla crescita. Credo che sia una sfida che anche il presidente del Consiglio considera prioritaria e sono ottimista. Da parte nostra c'è tutto il sostegno possibile per aiutarlo anche in questa seconda fase».

Renzi non è preoccupato dei sondaggi attuali. Che obiettivo si dà Italia Viva?
«Vedendo la nostra assemblea, con la partecipazione di migliaia di persone dall'inizio alla fine, si capisce che non siamo un partito di plastica ma un partito vero, una comunità vivace. Sono convinta che arriveremo presto alla doppia cifra, sopra il 10%. E se al 5% riusciamo a influenzare così tanto l'agenda di governo - su Iva, tasse, prescrizione - immaginate quello che potremo fare quando cresceremo ancora di più».