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Boschi: «Dialogo per dare priorità ai temi sociali»

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Intervista a Maria Elena Boschi per «Avvenire» del 26-08-2026

di Angelo Picariello

«Il Papa usa parole di verità che sferzano le coscienze». Maria Elena Boschi arriva oggi a Rimini per un confronto sugli 80 anni della Costituzione e vede un nesso fra le parole del Papa e l'essenza della Carta fondamentale: «La centralità della persona prima delle istituzioni e dei confini è il cuore del cristianesimo ed è il contributo essenziale di quel pensiero nella nostra Costituzione e nella cultura europea. Ho trovato bellissimo - aggiunge - il passaggio sulla necessità di riaccendere sogni e visioni a dispetto di chi soffia su stanchezza e disperazione. Accendere speranze ed eliminare ingiustizie, per me, è il cuore dell'azione politica», dice la capogruppo di Iv alla Camera.

La Costituzione è proposta come il collante del cosiddetto "campo largo". Non dovrebbe essere un valore unificante per tutti gli schieramenti?

«La Costituzione democratica, repubblicana e antifascista deve essere il collante per la nazione, che impegna tutti i cittadini, prima ancora che i partiti, a rispettarla ed attuarla. Ma tutta la Costituzione, nel suo senso profondo. Alcune forze politiche invece scelgono, a la carte, quali parti della Costituzione difendere e quali ignorare o addirittura attaccare. Nel campo progressista tutti si riconoscono nei suoi valori, ma al centro del programma dovrebbero esserci le condizioni di vita del ceto medio ormai impoverito e impaurito. E questo vuole dire stipendi più alti, sanità che funziona per tutti, istruzione come investimento portante e sicurezza come "infrastruttura" anche sociale»

In questo clima di contrapposizione dura al centro sembra esserci spazio per una forza riformista. Ma dopo la divisione alle Europee pagata a caro prezzo, l'errore non rischia di ripetersi anche con i nuovi soggetti apparsi sulla scena?

«Noi di Iv-Casa Riformista, oggi come allora, lavoriamo per unire, non rivendicando leadership, ma mettendo sempre a disposizione le nostre idee, l'organizzazione sui territori e la responsabilità politica. Alle Europee Calenda scelse di correre da solo e questa scelta ha regalato seggi ai sovranisti anziché dare rappresentanza a europeisti convinti. Mi auguro che per le Politiche altri non ripetano lo stesso errore, magari per uno strapuntino personale. Noi siamo al lavoro per rendere più forte la proposta riformista e popolare»

C'è chi evoca il pareggio: è uno scenario che prendete in considerazione?

«Penso che nessuno si assumerà la responsabilità di correre il rischio di far vincere gli altri ora che il centrosinistra unito può tornare al governo. Ed è giusto che ogni cittadino sappia prima se con il proprio voto andrà a sostenere o meno un governo con Vannacci che propone la deportazione dei migranti, se contribuirà a far eleggere al Quirinale un sovranista o un europeista. E sfatiamo anche la prospettiva illusoria del pareggio come via d'uscita: abbiamo già visto nel 2018 cosa vuole dire con il governo giallo-verde»

Nel campo progressista scarseggia una seria interlocuzione con il mondo cattolico. La scuola libera ad esempio, di cui si parla a Rimini, è osteggiata ideologicamente.

«Il confronto con l'associazionismo cattolico è un pezzo importante della costruzione della nostra proposta. È stato così col governo Renzi, per le leggi sul Terzo settore, la cooperazione internazionale, il fondo contro la povertà educativa, lo spreco alimentare, il capolarato o il piano per le periferie. Abbiamo sempre sostenuto e difeso la libertà educativa e continueremo a farcene garanti nel prossimo governo di centrosinistra. Oggi più che mai, dopo gli eccessi della cultura *woke* degli ultimi anni e con la trasformazione digitale in atto, occorre costruire un nuovo umanesimo che parta dall'educazione e rimetta al centro la questione sociale. In questo il contributo del pensiero cristiano è fondamentale»

La legge elettorale: di tutto ci si occupa meno che della disaffezione al voto. Se la proposta di Fdi coi capilista bloccati fosse ripresentata al Senato, la vedreste come un inganno o sarebbe un passo avanti?

«Abbiamo proposto un sistema con le sole preferenze e continueremo a farlo. Sfidiamo la maggioranza a votare i nostri emendamenti se vogliamo dare davvero ai cittadini la facoltà di scegliere. È l'unica cosa che chiedono i cittadini in una legge che non è certo la loro priorità, con la benzina a 2,3 euro»