22/05/20
Governo parlamento paese

Boschi: "Da Italia Viva sostegno al Governo, ma ora bisogna passare ai fatti"

Estratto dell'intervista di Valerio Valentini, "il Foglio", 22 maggio 2020.

Col senno del poi, Maria Elena Boschi dice che sì, ne è valsa la pena. "È stato un confronto che sta dando dei risultati". Alzare la voce, fare baccano.

Dicono lo facciate per reclamare posti, onorevole.
"Abbiamo governato il paese. Figurarsi se smaniamo per un posto da sottosegretario. Se ci siamo fatti sentire è perché eravamo convinti che i nostri suggerimenti potessero far bene al paese, e dunque al governo. E siamo felici che anche il premier lo abbia compreso".

Perfino troppo, secondo alcuni: nella sua informativa alla Camera, Conte ha citato i temi a voi più cari, ha elogiato la Bellanova e la Bonetti.
"È il riconoscimento a due ministre di Italia viva che stanno lavorando tanto e bene. Conte ha capito che il nostro contributo non è un'insidia, ma un sostegno al governo, e ha dato dei segnali importanti a cominciare dalla accelerazione sulle riaperture ".

E allora la Boschi, capogruppo di Italia Viva a Montecitorio, fa l'elenco: "Il taglio dell'Irap, di plastic e sugar tax, la regolarizzazione dei migranti, il superamento dei dpcm. Nel discorso alla Camera di oggi (ieri, ndr), ci sono state ulteriori aperture su Piano Shock e sul Family Act. Bene. Ma adesso bisogna passare ai fatti, e in fretta".

Però vi è toccato salvare Alfonso Bonafede, che non è stato proprio un atto indolore.
"Salvato, sì, è la parola giusta: perché senza i voti di Iv al Senato, oggi Bonafede non sarebbe più ministro della Giustizia. Ma non è certo stata una sanatoria, la nostra: anzi, attendiamo che l'impegno generico che il Guardasigilli si è assunto in Aula sulla revisione della prescrizione, finora tabù inviolabile per il M5s, sia reale ed efficace. E ci fa piacere che Conte, sulla giustizia, abbia aperto a un confronto costruttivo anche con le opposizioni. Noi di Iv, del resto, già più volte sui temi del garantismo ci eravamo ritrovati a votare a prescindere dalla maggioranza di governo".

Eppure il clima di unità nazionale sembra precario. L'appello di Conte è stato subito smentito dall'intervento incendiario del grillino Riccardo Ricciardi alla Camera.
"Credo che il discorso di un deputato, per quanto sbagliato, non basti a contraddire l'impegno del premier, in cui noi crediamo. Anzi: riteniamo che il confronto con le opposizioni sia da rafforzare su più fronti. Innanzitutto perché il centrodestra governa molte regioni, e lo scarso coordinamento tra Roma e i governi locali ha creato non pochi problemi, finora. E poi perché d'intesa con le opposizioni questo governo dovrà pensare, secondo noi, nelle prossime settimane a un grande piano industriale nazionale".

Non sarà facile, visto che si dovrà conciliare il sovranismo e l'europeismo, tanto per dirne una.
"Davanti a un paese che soffre i puntigli ideologici vanno messi da parte e noi lo abbiamo dimostrato in questi giorni. Di fronte ai dati catastrofici sul pil e sulla produzione industriale, non credo che si possa invocare l'ideologia per dire di no ai 36 miliardi del Mes, ad esempio, che ci serviranno per favorire investimenti sulla sanità, finanziare la ricerca e migliorare anche gli stipendi di medici e infermieri".

Neanche sul Piano Shock sembra scontata, un'intesa. Il Pd frena, LeU di più. Il ministro De Micheli propone un tavolo di lavoro al Mit, intanto a Palazzo Chigi si lavora a un progetto diverso.
"Dare all'azione di governo un coordinamento efficace spetta a Conte, e noi ci affidiamo alla sua regia. A noi interessa la sostanza: i cantieri devono partire, si devono semplificare le regole ed eliminare i vincoli della burocrazia. Per alcune opere strategiche si può pensare al modello Genova, per le altre c'è l'esempio virtuoso di Expo da replicare, col contributo prezioso dell'Anac. Ma bisogna partire subito: l'estate è la stagione migliore per aprire i cantieri. Su strade e scuole, entrambe rimaste troppo a lungo deserte, si sarebbe già potuto agire. Noi del resto il nostro piano shock lo abbiamo consegnato al governo, nero su bianco, già a febbraio. Il tempo non è un fattore trascurabile. Conte ha promesso che un decreto arriverà nel giro di dieci o quindici giorni. Bene".

Chi lo desidera, può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.