Intervista a Maria Elena Boschi per «Il Messaggero» del 27-12-2025
di Andrea Bulleri
Maria Elena Boschi, Italia viva è entrata in maggioranza a Roma a sostegno di Gualtieri. Farete lo stesso in altre amministrazioni Pd?
«Già 3 anni fa votammo Gualtieri al ballottaggio. Avevamo sostenuto Calenda al primo turno perché si era impegnato in un progetto per la città ma poi ha cambiato idea, come spesso gli capita, e ha deciso di dimettersi. Lavorare insieme per il 2027 è oggi ancora più naturale, vista la convergenza su molte idee. Gualtieri e la sua amministrazione hanno iniziato a dare risposte concrete su tanti problemi che per anni erano rimasti sotto al tappeto. Specie nell’ultimo periodo, dalla gestione del Giubileo e i grandi eventi, agli investimenti del Pnrr fino al termovalorizzatore, la città è cambiata e il lavoro del sindaco è sempre più apprezzato. Mi auguro che lo stesso percorso di condivisione di progetti e priorità per la città possa esserci anche altrove, ma ogni territorio è una storia a sé».
I 5S in Campidoglio però restano all’opposizione. E anche a livello nazionale non mancano le distanze. Riuscirete a fare sintesi di qui al 2027?
«Ci siamo già riusciti in Toscana, Campania, Puglia e in tutte le ultime regioni che sono andate al voto e non era mai successo. Così come in parlamento dalla legge di bilancio, alla sanità, dal salario minimo al no all’autonomia differenziata di Calderoli, stiamo lavorando bene insieme. Certo, su alcuni temi come l’Ucraina le valutazioni restano nettamente differenti e il giudizio sul passato resta diverso, ma oggi abbiamo il dovere di costruire un’alternativa di governo. Non possiamo lasciare famiglie e imprese italiane altri 5 anni in balia di Urso e Salvini».
Serve un cantiere per il programma del centrosinistra?
«Per noi il prima possibile. Per altri dopo l’estate, vedremo. Di fatto, però, dall’esperienza di governo insieme in varie regioni sino alle 16 proposte comuni al bilancio, il cantiere del centrosinistra è già aperto».
E la leadership?
«Le primarie potrebbero essere un bel volano perché porterebbero ad una grande partecipazione e a mobilitare milioni di cittadini. Se la destra dovesse cambiare la legge elettorale con l’indicazione del capo della coalizione, diventerebbero quasi scontate».
Per federare il centrosinistra c’è chi spera nel “papa straniero”: Manfredi, Salis o altri.
«Non li definirei “papi stranieri”. Sono entrambi eccellenti sindaci, chiaramente di centrosinistra. Manfredi è già stato anche ministro nel governo giallo-rosso. Entrambi hanno negato di voler correre per la leadership ed eviterei di tirarli in mezzo, ma sono sicura che anche nei loro attuali ruoli possano dare una grande mano a costruire un centrosinistra più forte perché sono apprezzati e determinati».
Lei chi preferirebbe come premier, Schlein o Salis?
«Conosco entrambe da qualche anno e sono due donne in gamba, che stimo. Ma Silvia si è chiamata fuori da qualsiasi competizione con Elly e vuole concentrarsi sul ruolo da sindaca. Italia Viva, o meglio Casa Riformista, se ci saranno le primarie avrà comunque un proprio candidato o candidata».
Sarebbe pronta a correre?
«Quale sarà il nome è l’ultimo dei nostri temi oggi, magari sarà un sindaco, magari l’espressione della società civile. Io mi sento più impegnata nel portare avanti le nostre idee, specie quelle che abbiamo lanciato alla Leopolda. Per carattere preferisco sempre dare una mano senza mettermi in mostra».
La discesa in campo di un Berlusconi a destra toglierebbe voti al centro riformista?
«Mi pare più una aspettativa dei giornalisti: i diretti interessati lo hanno sempre escluso. Sinora poi è successo il contrario: dagli anni del governo Renzi sino alle ultime politiche noi siamo stati capaci di parlare al loro elettorato con temi concreti: dalla riduzione delle tasse, alla riforma del Jobs Act, dal garantismo a Industria 4.0. E stiamo continuando a farlo occupandoci di sicurezza, tasse e caro vita: temi concreti su cui il governo Meloni sta fallendo».
A proposito di temi concreti: oggi a Montecitorio comincia la discussione lampo sulla manovra. Che giudizio ne dà?
«Alla Camera la legge di bilancio sarà anche quest’anno una farsa. Poche ore per ratificare il voto del senato, senza possibilità di toccare nulla. Con Meloni al Governo il parlamento è umiliato ogni volta. Ma soprattutto sono umiliati i cittadini: 3 euro di aumento delle pensioni ma in compenso devono restare al lavoro più a lungo, forze dell’ordine comprese. Salgono le tasse e il debito pubblico, aumenta anche il prezzo del gasolio e delle sigarette ma non migliorano i servizi: un capolavoro al contrario».
