Intervista a Maria Elena Boschi per «Il Corriere della Sera» del 20-08-2024
di Alessandra Arachi
Maria Elena Boschi, Italia Viva, siete stati voi a sollevare la vicenda di Arianna Meloni legata alle nomine anche di Rai e Ferrovie.
«Già, e davanti alle nostre richieste di chiarimento, è nato il solito piagnisteo delle sorelle Meloni. Sono due anni che anziché preoccuparsi dei problemi degli italiani, Giorgia Meloni si occupa delle questioni di casa sua e gioca a fare la vittima insieme alla sorella. Gestiscono il potere e sarebbero loro le vittime? Si lagnino di meno mentre sono a godersi le vacanze e pensino alle famiglie che non arrivano a fine mese».
La premier parla di complotto e di metodo Palamara, con la regia di Matteo Renzi. Cosa risponde?
«Basta leggere il libro di Palamara (e di Sallusti) per sapere che di quel sistema Renzi è stato la prima vittima, non certo l'artefice. Pensa che se avessimo davvero controllato la magistratura avremmo passato tutto quello che abbiamo dovuto passare noi e le nostre famiglie negli ultimi anni? È ridicolo».
La premier dice anche che sia stato Renzi a spingere lei e Raffaella Paita a chiedere di fare luce sulle nomine...
«Non funziona ovunque come nel suo partito. Dopo anni in Parlamento, io e Lella Paita abbiamo dimostrato di saper pensare con le nostre teste. Sentirsi definire "muta di cani" dalle senatrici di Fdl invece è squallido, oltre che offensivo e alla prima seduta in Parlamento ne chiederemo di nuovo conto».
Arianna Meloni nega di aver mai deciso alcunché sulle nomine...
«Che lo dica lei lascia il tempo che trova. Deve essere Giorgia Meloni a dirlo e a dirlo in Parlamento. È lei la responsabile del governo e lei deve rispondere alle nostre interrogazioni. Per ora, tutto tace».
Arianna Meloni nega anche di conoscere le persone designate per le nomine.
«Davvero non conosce Giampaolo Rossi e gli altri? Questa sì che sarebbe una notizia».
Cosa pensa del retroscena di Alessandro Sallusti? Sul «Giornale» ha sostenuto che sta per essere indagata.
«Viene da pensare che sappia qualcosa che noi non sappiamo e alza un polverone preventivo per influenzare opinione pubblica e non solo. Ma se anche Arianna Meloni ricevesse un avviso di garanzia per noi non cambierebbe nulla. Noi siamo garantisti sul serio. Loro no».
Che cosa intende?
«Sono stati Giorgia Meloni, Donzelli e i loro a organizzare manifestazioni in piazza e campagne contro di me, mio padre, il cognato di Renzi, la sua famiglia. Poi assolti. Noi non abbiamo mai attaccato il padre di Meloni, il fratello di Donzelli o altri familiari per le vicende giudiziarie. E io ho difeso Arianna Meloni quando è stata offesa da Il Fatto quotidiano per vicende legate a suo marito».
Crede che questa vicenda possa avere ripercussioni sulla vita del governo?
«Non penso chissà quali ripercussioni. Ma le opposizioni non farebbero il loro dovere se non chiedessero chiarimenti sulla trasparenza e correttezza delle nomine. Si tratta di aziende partecipate, quindi di tutti noi, e non della pro loco di Biella con tutto il rispetto per le pro loco».
La maggioranza sembra in difficolta sullo Ius scholae per via della posizione di Forza Italia. Che pensa?
«Che sia il solito bluff. Alla fine, Tajani non romperà mai con Meloni e Salvini, soprattutto sullo Ius scholae».
Italia Viva e il campo largo: alla fine si riuscirà a comporre l'alleanza secondo lei?
«Se si lavora seriamente sul programma, se prevarrà la voglia di vincere le elezioni, anziché di mettere veti, sì. Ho fiducia nel lavoro di Elly Schlein».
