L'intervista a Enrico Borghi per «La Stampa» del 20-09-2024
di Niccolò Carratelli
A questo punto, «Meloni non può fare finta di niente, deve dire se sta con Crosetto o con Mantovano», avverte Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato e componente del Copasir. «Siamo di fronte a uno scontro tra il ministro della Difesa e l'Autorità delegata per la sicurezza mai registrato nella storia della Repubblica - spiega- almeno non con questa intensità».
Crosetto sostiene che tra loro non ci sia alcun attrito né diversità di vedute...
«Questa è una favola che non sta in piedi, pensano e dicono cose diverse, ci sono elementi oggettivi a dimostrarlo».
Ovvero?
«Il ministro ha puntato il dito contro l'Aise, lamentando "mancate informazioni al ministero della Difesa, che avrebbero potuto anche creare problemi alla sicurezza nazionale". E non lo ha detto al bar, ma parlando con un procuratore della Repubblica. Il sottosegretario ha difeso l'Aise ed escluso un coinvolgimento dei servizi nella vicenda di Perugia, poi ha promosso a prefetto il generale Caravelli, capo dell'Aise. Quindi, la domanda è una sola».
Quale?
«Chi dei due ha perso la fiducia della presidente Meloni? Da come ha reagito, l'indiziato sembrerebbe il titolare della Difesa. Il quale è arrivato a dire, nei retroscena dei giornali non smentiti, che, se la premier non si fida più di lui, è pronto a farsi da parte. Un problema non da poco di questi tempi, con quello che sta succedendo in Europa e nel mondo».
Cosa chiedete a Meloni?
«A lei e a Crosetto chiediamo solo chiarezza su ciò che sta accadendo, è importante che riferiscano nelle sedi competenti. Noi non vogliamo metterla sul piano della politica politicante, qui si toccano gli equilibri istituzionali più delicati, le corde più sensibili della nostra struttura democratica. E bisogna assolutamente preservare i nostri servizi addetti alla sicurezza nazionale. Proprio per questo è necessario un chiarimento».
Crosetto ha già detto che verrà in audizione da voi al Copasir: non basta?
«Sono due livelli diversi. C'è quello secretato della discussione al Copasir, dove affronteremo i temi legati alla sicurezza nazionale e all'operato dei nostri servizi. Poi c'è quello pubblico del dibattito in Parlamento, per dare le risposte al Paese, chiarire se il ministro della Difesa gode ancora della fiducia della premier per svolgere il suo delicato compito».
Si aspetta che dica il contrario?
«Non lo so, ma una sua parola netta sull'intera vicenda è quanto mai urgente. Perché gli apparati di sicurezza non possono essere mantenuti sotto tensione istituzionale, né tantomeno usati per giochi di sponda».
