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Borghi: «I disordini non sono casuali. Qualcuno può averli incanalati»

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Intervista a Enrico Borghi per «la Repubblica» del 20-10-2026

di Gabriella Cerami

Potrebbe esserci un'attività di regia e di organizzazione, con un'attenzione che arriva anche dall'estero, dietro gli episodi di violenza» che lo scorso week end si sono verificati a Milano in particolare ma anche a Torino e Bologna. Ne è convinto Enrico Borghi, vicepresidente di Italia viva, senatore e componente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Che tipo di regia?

«A me colpisce il fatto che siano state scelte, come teatro delle violenze, manifestazioni organizzate dagli studenti che hanno nello spontaneismo la loro connotazione. Non è stata organizzata una guerriglia in concomitanza della manifestazione della Cgil a Roma, dove c'è sempre più controllo, piuttosto si è pensato a Milano. Qui c'era più permeabilità perché le manifestazioni studentesche non hanno quel servizio d'ordine che hanno invece le manifestazioni sindacali»

La regia di cui parla potrebbe essere anche quella russa?

«Io non ho elementi per arrivare a queste conclusioni. Constato però che Telegram e TikTok hanno svolto una funzione di detonatore, però è chiaro che dietro questa che mi pare una manifestazione di nichilismo ci sia una logica legata a tutto quello che sta avvenendo sul piano europeo. Lo spontaneismo ribellista c'è, ma c'è anche qualcuno che può aver avuto interesse a innescarlo o incanalarlo»

Perché il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è intervenuto dicendo che in Italia e in Francia ci «sono disordini che rasentano il caos»?

«L'interesse della Russia è infilarsi come il sale sulle ferite di tutte le pubbliche opinioni europee per aumentare le rotture e gli scontri interni così da diminuire la coesione dei paesi che sostengono l'Ucraina. Più c'è confusione nel versante europeo e più tutto questo fa il gioco del Cremlino»

C'è stata però in Italia una sottovalutazione di quello che sarebbe successo?

«Ci sono alcuni aspetti che devono essere rimarcati. I fatti di Milano non sono un inedito, pochi mesi fa un'analoga circostanza si era verificata alla stazione centrale di Milano con un attacco dei cosiddetti maranza. Quel fenomeno forse non è stato sufficientemente scandagliato, approfondito e interpretato anche dal punto di vista delle cosiddette informazioni preventive. Noi continuiamo ad agire sul lato delle conseguenze senza intervenire su quello delle cause»

In Italia come in Francia?

«In Francia la situazione è più chiara perché ci sono anche delle targhe politiche dietro tutto quello che sta accadendo. In Italia ancora non ci sono, nonostante il tentativo della maggioranza di addebitare alle forze dell'opposizione l'organizzazione di questi fatti di cronaca. Chi governa deve unire un Paese e non dividerlo. A palazzo Chigi sanno benissimo che, dietro questi episodi di violenza, non ci sono le forze di opposizione quindi devono saper misurare le parole»