29/11/19
Governo Famiglia Bonetti ministro

Bonetti: "Sulla famiglia dialoghiamo no agli scontri ideologici"

Intervista alla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, di Paolo Mosanghini, Messagero veneto, 29 novembre 2019

Gli obiettivi del governo giallo-rosso per la famiglia e il rischio che i proclami si scontrino con gli equilibri economici della manovra finanziaria: il ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti spiega come il Governo Conte interverrà su questo tema, spesso terreno di scontro politico e ideologico. Oggi la ministra sarà, dalle 18.30, al teatro Gustavo Modena di Palmanova, per la presentazione del progetto politico di Renzi Italia viva, assieme al vice presidente della Camera, coordinatore nazionale di Italia viva, Ettore Rosato.

Ministro, lei vorrebbe promuovere coesione sociale, perché pari opportunità e famiglia devono essere elementi fondativi della nostra comunità. Spesso però accade che questi temi vengano strumentalizzati per una battaglia politica.

«Famiglie e persone sono al centro della società: non possiamo permettere scontri ideologici che fanno male al Paese. Serve sobrietà, ma soprattutto visione e concretezza d'azione per affrontare e risolvere le tante questioni sul tavolo».

Gli ultimi governi hanno messo la famiglia in cima ai programmi, ma le priorità sono cambiate quando hanno fatto i conti con la Manovra. C`è il rischio che la storia si ripeta?

«Non succederà. Con la legge di bilancio abbiamo tracciato la direzione. È un primo passo che rimette al centro le famiglie, riaffermandone il valore per la comunità».

Lei ha affermato: «Non importa la tenuta del governo, ma le cose che riusciamo a fare per il bene del Paese. Propongo un'alleanza tra le generazioni e i generi per riattivare un protagonismo in grado di far ripartire l'economia e la società». Per esempio?

«Rendiamo le famiglie, le donne e gli uomini, i giovani e gli anziani protagonisti dell'azione collettiva. Con il bando "Educhiamo" investiamo 30 milioni di euro per sostenere progetti educativi nei territori. Così riparte l`Italia».

Lei ha destinato 30 milioni per la rete dei centri antiviolenza e introdotto il "microcredito di libertà", un fondo di un milione di euro per garantire alle donne violentate di ricominciare. Da nord a sud si sono moltiplicati i convegni. È sufficiente?

«Bisogna riconoscere il fenomeno della violenza contro le donne e la rete dei centri antiviolenza va sostenuta con decisione. Il "microcredito di libertà" è uno strumento per dire alle donne che lo Stato c'è, che crediamo in loro perché una vita fuori dalla violenza è possibile».

Nidi gratuiti subito e assegno universale: in cosa consiste il piano?

«Costruiamo nuovi asili nido, aumentiamo i contributi annui per le quote, da 1500 a 3000 euro, secondo il reddito familiare. Per i bambini nati o adottati nel 2020 ci sarà un assegno universale di natalità di 80, 120 e 160 euro, per 12 mesi. Dal 2021 introdurremo un assegno strutturale per tutti i figli, dalla nascita all`età adulta».

Come si possono aiutare le famiglie a conciliare lavoro e figli?

«L'armonizzazione dei tempi di vita è un pilastro del Family act. Il congedo obbligatorio di 7 giorni per i padri, con l'obiettivo di portarli a 15, è un segnale chiaro. Serve, però, cambiare l'approccio culturale nei confronti della maternità. Stiamo lavorando a strumenti che favoriscano il lavoro delle donne, con incentivi al rientro e alla progressione di carriera dopo la maternità, smart working, aggiornamento e formazione, anche all`autoimprenditorialità».

Lei si è spesa per una legge sulle unioni civili. Che valutazione dà della norma vigente?

«Guardo con favore a quella legge, perché afferma che dove c'è un diritto alla relazione c'è un dovere di responsabilità reciproca».

Proporrà al Parlamento leggi sulle pari opportunità?

«Attiveremo un percorso partecipato, con le associazioni e il territorio, per dotare il Paese di un Piano strategico sulla parità di genere entro il 2020. Per favorire il lavoro femminile, la presenza delle donne nei ruoli di responsabilità, e superare il gender paygap».

Ci sono decine di migliaia di "nuovi italiani" non cittadini: se ne farà carico? Come?

«Sullo ius culturae mi sono già espressa spetta al Parlamento valutare la definizione di un percorso».

Il suo dicastero incrocerà questioni eticamente sensibili e divisive. Si pensi al "gender" nelle scuole: quale è il suo approccio?

«Il tema del "gender" non è nella Buona scuola. Credo che l'educazione all'identità di genere sia da promuovere nell'ottica di un riconoscimento della diversità e del valore sociale di ogni persona, nella tutela dei diritti di tutti».

Lei oggi sarà in Friuli per lanciare Italia viva. C`è imbarazzo per il ciclone che ha travolto il leader Matteo Renzi?

«Ho piena fiducia nella magistratura e la certezza che tutto sarà chiarito».