Famiglia pari opportunità

Bonetti: "Rimettere al centro le donne e i giovani, ecco come restituire una prospettiva al Paese"

Estratto dell'intervista di Patrizia Penna, "Quotidiano di Sicilia", 27 maggio 2021

Ministra Bonetti, la questione relativa alla parità di genere in politica è tornata di recente alla ribalta. Qual è la sua opinione sulla doppia preferenza di genere in politica? Basta una norma per sanare un gap che è soprattutto culturale?
"La parità di genere è un diritto costituzionalmente garantito e perciò da garantire in tutto il Paese e in ogni contesto, anche in politica. Non a caso è una delle priorità trasversali del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che innerva in tutte le sei missioni. In Puglia è stato necessario un decreto del governo per far compiere un passo avanti nella strada della parità, attraverso l'introduzione della doppia preferenza di genere nelle elezioni. Un provvedimento storico e coraggioso che rivendico, a cui vanno però necessariamente affiancate norme in grado di definire una piena parità in tutti gli organismi e i luoghi decisionali". I

ll suo partito, Italia Viva, ha sempre mostrato una certa sensibilità verso i temi legati alle pari opportunità: c'è stato un momento in cui il fatto di essere donna ha rappresentato un ostacolo alla sua carriera politica?
"Mai. Il mio partito continua ad essere l'unico ad aver scelto la parità di genere per statuto, con una donna e un uomo in tutti i ruoli e a tutti i livelli. È questa la strada per cambiare il volto della selezione politica, e spero che anche altri partiti abbiano il coraggio di sceglierla".

La pandemia ha avuto effetti devastanti sull'occupazione femminile. Le donne hanno pagato il prezzo più alto, soprattutto al Sud dove sul fronte del welfare si registrano le lacune più gravi: andando oltre le misure messe in campo nell'immediato (bonus baby sitting, ecc) quale impegno sta mettendo in campo a lungo termine per migliorare la conciliazione tra lavoro e famiglia?
"Le donne stanno purtroppo pagando un prezzo altissimo e non solo dal punto di vista occupazionale: la pandemia ha messo in luce con grande nitidezza le disparità che segnano i carichi di cura nelle famiglie. Questa consapevolezza ci fa dire che è il tempo di un'assunzione di responsabilità collettiva. Il Pnrr investe 4,6 miliardi per gli asili nido e le scuole per la prima infanzia, con la creazione di almeno 228mi1a nuovi posti, ma tutto il Family Act, che è riforma di accompagnamento al PNRR, punta ad armonizzare i tempi della vita familiare e del lavoro: dall'assegno unico e universale al sostegno alle spese educative, all'incentivo al lavoro femminile, alla riforma dei congedi parentali, all'investimento nei giovani".

In un'intervista rilasciata in esclusiva al nostro quotidiano, l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Carla Garlatti, ha detto che "Il Recovery plan è la più grande occasione che abbiamo di riscrivere il futuro dei giovani. Dobbiamo lavorare affinché tutti i ragazzi, a prescindere dal luogo in cui vivono, abbiano le stesse opportunità". Lei condivide la necessità, sottolineata da Garlatti, di superare la visione "adultocentrica" e rimettere al centro il punto di vista dei giovani?
"Rimettere al centro le nuove generazioni è proprio il passo che oggi dobbiamo compiere per restituire prospettiva a un Paese in cui per troppo tempo sono mancate politiche di visione e di sviluppo. Questo vuol dire riconoscere i bambini e i ragazzi prima di tutto come cittadini. Non del futuro, ma già oggi, e alla pari con gli adulti. L'anno che abbiamo attraversato ha lasciato sulle giovani generazioni ferite profonde e ha visto accrescersi le disparità e le situazioni di fragilità, aggravando purtroppo anche le violenze che sono cresciute nel silenzio e nella solitudine delle mura domestiche. I bambini e gli adolescenti, privati dei loro contesti e spazi di socialità, hanno sofferto enormemente. La priorità è lavorare perché gli effetti devastanti della crisi sanitaria diventino invece l'occasione per scrivere e costruire una dimensione giusta anche per loro. Lo facciamo a partire dalla Child Guarantee europea, di cui siamo Paese pilota nel progetto di contrasto alla povertà educativa, con il nuovo Piano nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, che a breve consegneremo al Paese, e con le diverse misure appena approvate nel decreto sostegni: con i centri estivi, il sostegno psicologico dei ragazzi e nuove risorse per il contrasto della povertà educativa mettiamo l'educazione al centro".

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.