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Bonetti: "Ragazze, studiate le scienze, conterete di più in politica"

Intervista di Maria Latella, "il Messaggero", 11 ottobre 2021.

«Sono convinta che ci sia un legame tra la scarsa presenza delle donne nella politica italiana e la modesta presenza di diplomate e laureate nelle materie scientifiche. È come se la nostra società avesse eretto barriere che inducono le donne a desistere, a pensare che la matematica o la fisica non è cosa per loro così come non lo è la politica. Da matematica, da educatrice e da Ministra delle Pari Opportunità il mio compito è dimostrare il contrario».

Oggi, 11 ottobre, è la Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze, ed Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e professore associato di analisi matematica all'università di Milano, riflette col "Messaggero" sul senso di questa data, sul significato che dovrebbe assumere in un Paese che ha appena ratificato la vistosa mancanza di donne candidate in una importante tornata elettorale. Un Paese che, secondo il Report 2020 dell'Istat, vede solo una italiana su sei laureata in materie Stem (Science, Technology, Erigineering and Mathematics).

Ministra Bonetti temo che la giornata dedicata alle bambine e alle ragazze passerà quasi sotto silenzio. Anche tra i politici, impegnati su molto altri complicati fronti. Perché invece è importante che non passi inosservata?
«Perché è una giornata che ci richiama a serie responsabilità. Lei accennava all'astensione elettorale e oggi tutti concordano sulla necessità di rinnovare la politica. Bene, ma il rinnovamento non può prescindere dal protagonismo delle donne. Perché è più difficile trovare candidate? Perché la politica finora è stata un gioco molto maschile, un agone con i suoi modi e orari e anche un suo linguaggio divisivo, cose che tengono lontane le donne dall'impegno politico».

E lei coglie un parallelismo con la scarsa presenza di laureate nelle materie scientifiche?
«Sì e anche in questo caso bisogna cambiare, parlare alle ragazze, mostrare come il volto della scienza abbia in sé il femminile. Il lavoro di empowerment delle donne parte anche dall'educazione. E dall'educazione scientifica perché nel mondo dell'intelligenza artificiale non si potrà prescindere da curricula che integrano competenze nelle Stem con competenze umanistiche».

Bisognerebbe però aiutare sin dall'inizio del percorso scolastico.
«Certo, per questo abbiamo progetti che parlano di scienza ai bambini della scuola d'infanzia e borse di studio per studentesse interessate alle Stem».

Più difficile convincere gli uomini che ancora decidono dei destini in politica.
«l talenti femminili servono alla comunità e la politica deve trasmettere alle ragazze la convinzione del loro valore e la necessità che si mettano in gioco. La parità deve entrare nella politica come struttura: a quel punto non è più il leader uomo che ti chiede di entrare in politica e si capisce meglio il senso della doppia preferenza di genere. Le donne verranno votate».

Nella giornata dedicata alle bambine e alle ragazze, qual è il bilancio dopo la pandemia?
«A livello globale la pandemia ha fatto registrare un aumento delle violenze sulle bambine e sulle ragazze. Un aumento delle gravidanze anche a dieci, undici anni. Parlo di violenze perpetrate nel mondo, ma qualche caso si è registrato anche in Italia. ll Covid ha danneggiato l'apprendimento, creato ansie sfociate in fenomeni di autolesionismo o disturbi alimentari. Con il piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza il governo si è impegnato per la salute fisica e psicologica dei ragazzi, ci saranno specialisti ai quali rivolgersi nelle scuole».

Nei giorni scorsi ci sono state tensioni nel governo, la Lega ha disertato un Consiglio dei Ministri. Tutto rientrato o ci sarà un prossimo round?
«L'agenda Draghi procede ed è il compito alto a cui siamo chiamati. Dare seguito al Next Generation UE fa si che tutti debbano remare nella stessa direzione, come accadde ai tempi della Costituente. Anche qui le donne sono protagoniste. Tra noi ministre collaboriamo veramente. Penso ai temi condivisi con le ministre Gelmini, Lamorgese, Messa e Cartabia... Settantacinque anni fa le madri costituenti hanno fatto la differenza. Credo che potremo farla anche noi».