Famiglia pari opportunità

Bonetti: "Ora il Paese può ripartire"

Estratto dell'intervista di Maria Rosa Tomasello, "la Stampa", 19 aprile 2021.

Aperturista sì, ma con prudenza. Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia di Italia Viva, professore associato di Analisi matematica all'Università Statale di Milano, immagina una ripartenza per tappe successive. Nessuna accelerazione. «Oggi mettiamo in campo aperture che daranno sollievo a chi ha sofferto e ristori per chi sta soffrendo ancora e poi, via via che i dati lo consentiranno, si farà un percorso per la riapertura di tutte le attività, a partire dal turismo. Nessuno al governo ha rivendicato vittorie personali, e onestamente credo sarebbe poco utile».

Nella sua prima fase il governo Draghi è apparso a molti - nella gestione dell'emergenza - in continuità con quello precedente. Crede che ora siamo arrivati davvero a un punto di svolta?
«La svolta è per il Paese, che può iniziare finalmente ad avere una prospettiva, in modo da disegnare un percorso di ritorno alla vita e alla serenità dopo la drammatica esperienza che abbiamo tutti condiviso. Io credo che il governo sia invece in forte discontinuità con quello precedente perché il presidente Draghi ha portato quella visione che prima è mancata, come Italia Viva aveva denunciato. C'è una strategia che fa scelte sulla base del contesto epidemiologico, dei dati, del malessere sociale, e le decisioni sono indirizzate a mettere in sicurezza il Paese. Il grande nemico di oggi è l'insicurezza: di un ristoratore che non sa quando aprirà il suo locale, di un giovane che non sa cosa sarà la sua vita domani. Dobbiamo dare una prospettiva, e lo stiamo facendo coi provvedimenti che stiamo mettendo in campo, con una progettualità complessiva che tenga insieme salute, lavoro, contesto educativo: tutto è correlato».

Gli scienziati però sono in allarme, parlano di riaperture azzardate e pericolose...
«Da donna di scienza dico che non abbiamo ragionato su opinioni ma su dati: le previsioni di andamento in discesa dell'Rt. Oggi con la vaccinazione stiamo mettendo in sicurezza anziani e fragili, quindi sappiamo che un eventuale aumento dei contagi non andrà a incidere su un aumento dei decessi e sulle terapie intensive. Si devono tenere in conto anche elementi di tenuta sociale e di ripresa economica. È chiaro che se anche le riaperture, tra cui la scuola, incidessero sui contagi, sarebbe in modo marginale e comunque controllato. Nella prima fase i ristoranti riapriranno all'aperto, dove è dimostrato che è difficile contagiarsi».

Draghi ha invitato i partiti a evitare dispetti...
«Ha richiamato alla responsabilità collettiva. Ognuno mantiene la propria identità, ma è importante che sia fatta la sintesi necessaria per fare un passo avanti tutti insieme. La scommessa è che ognuno possa contribuire a costruire un percorso per il Paese, e io non nascondo che mi sono fortemente battuta per la dare priorità alle scuole e per l'apertura dei ristoranti anche nelle fasce serali».

Bisognava cancellare o posticipare il coprifuoco?
«Dovendo decidere cosa riaprire e cosa no, ho dato priorità a scuola, ristorazione e cultura. E ho posto il tema dei movimenti tra le regioni gialle, un tema importante per moltissime famiglie».

Delle tante misure che avete annunciato per le famiglie, quale sarà immediatamente disponibile?
«L'assegno unico universale che parte a luglio, una risposta strutturale, non solo emergenziale, che permetterà alle famiglie di contare mese dopo mese su un'entrata per i figli, soprattutto per chi non ha nulla, per autonomi e partite Iva. Chi ha sofferto maggiormente avrà finalmente un sostegno, mentre gradualmente saranno in campo tutte le misure del Family Act. Stiamo intanto programmando attività per sostenere iniziative educative riservate a bambini e adolescenti in estate. Lo scorso anno dal mio Ministero abbiamo investito 199 milioni, investiremo risorse anche quest'anno, spero già nel prossimo decreto. La priorità è fare ogni sforzo per restituire speranza ai più piccoli e ai ragazzi che si sono sentiti dimenticati».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.