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Bonetti "Non stiamo usando pretesti c'è in ballo il futuro del Paese"

Estratto dell'intervista di Giovanna Vitale, "la Repubblica", 14 dicembre 2020. 

Ministra Elena Bonetti, Italia Viva ha di fatto aperto la crisi di governo, bocciando pubblicamente la task force sul Recovery proposta dal premier. Valeva la pena sollevare un tale polverone in piena pandemia e con la legge di Bilancio da approvare?
«Italia Viva ha posto delle questioni molto serie: si tratta di stabilire come sarà l'Italia nei prossimi 30 anni. La ripartenza dopo la pandemia dipenderà dal modo in cui si deciderà di spendere i 209 miliardi del Recovery che, ricordo, valgono quanto dieci finanziarie e hanno bisogno di un confronto serio sia in Parlamento, sia nel Paese, che vuol dire forze sociali, comuni e Regioni. Il presidente del Consiglio deve rispettare le prerogative delle Camere e del Governo e non può disegnare da solo un piano di tale portata: serve grande condivisione delle priorità e dei progetti necessari a rendere lo Stato più competitivo e moderno».

C'è però chi pensa che il Recovery sia solo un pretesto per arrivare al rimpasto e all'ingresso di Renzi nel governo. È così?
«Sono solo speculazioni di chi rifiuta di capire qual è la vera posta in gioco. Ripeto: il futuro dell'Italia. Chi pensa sia solo un tema di poltrone è in malafede. Renzi lo ha detto in modo molto chiaro: se le norme sulla governane del Recovery e sulla Fondazione per la Cybersicurity verranno inserite in legge di Bilancio con un emendamento, Italia viva non voterà il Bilancio. E i nostri posti nell'esecutivo sono a disposizione».

Ma sono entrambe ipotesi ormai archiviate, Ministra.
«Me lo auguro. Ora Iv è impegnata a migliorare il Bilancio in Parlamento».

Con l'avvio della verifica, rientrerà la minaccia di far cadere il governo?
«Della verifica abbiamo letto solo sui giornali. La questione non è un singolo atto, ma la politica. Bisogna affrontare i problemi in maniera condivisa: lo dobbiamo al Paese, che non deve solo uscire dal tunnel, ma essere accompagnato nella ripartenza. Le sfide che abbiamo davanti, anche nell'immediato, sono enormi: il piano vaccini, la riapertura delle scuole in sicurezza, sostenere le imprese e i lavoratori piegati dalla crisi. Con il Recovery dobbiamo restituire la speranza e gettare le basi per il futuro. Perciò occorre il contributo di tutti, non affidarsi a una task force di consulenti che non si sa bene che cosa fanno, chi li nomina, a chi rispondono».

Chi lo desidera può leggere l'intervista completa a questo indirizzo.