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Bonetti: "Le donne saranno protagoniste della ripresa"

Intervista di Veronica Passeri, "QN", 27 novembre 2020.

Il Rinascimento parte "ora" e le donne saranno protagoniste. Parola della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.

Ministra, è possibile un Rinascimento, dopo questa pandemia, e quando avverrà?
«Sono convinta che il Rinascimento debba partire adesso, è questo il tempo per ricominciare un percorso di crescita e di sviluppo. Il Rinascimento fonda le sue radici nella nostra capacità di interpretare anche il momento di crisi con lo sguardo in avanti, con misure che non solo ci permettano di resistere alle difficoltà dell'oggi ma che definiscano anche le basi del futuro e attivino il processo della ripartenza».

Ci sono molta rabbia e paura, pensa sia possibile progettare il futuro mentre si combatte così per il presente?
«L'Italia ha dimostrato di essere un Paese straordinario soprattutto grazie alla responsabilità che hanno dimostrato i cittadini e le cittadine, la capacità di rispettare le regole, l'attenzione alla custodia reciproca, la prossimità delle relazioni che ha permesso alle nostre comunità di attraversare questi mesi. Oggi vediamo segnali di disagio che vanno accompagnati per ripartire insieme. Il Paese è pronto per farlo, alle istituzioni spetta la responsabilità di rendere possibile questo percorso che vede come protagoniste le donne».

Ecco, che ruolo avranno le donne?
«Le donne hanno rappresentato la resistenza e la resilienza del nostro Paese: silenziosa nelle case, nel lavoro, nella custodia dei figli ma nello stesso tempo le donne hanno in sé quelle potenzialità, di sguardo, di visione, di capacità di umanità per osare le scelte coraggiose che oggi servono in tutti i campi».

Quali misure verranno adottate perché le donne, in un Paese in cui la parità di genere non è raggiunta, non si trovino escluse dalla ripartenza?
«Le donne sono i soggetti su cui può ricadere la fatica della crisi economica, dobbiamo attrezzarci per affrontarla al meglio. Nell'ambito del Recovery plan c'è un cluster dedicato a questo che parte dalla decontribuzione del lavoro femminile, quindi vantaggi per le aziende che assumono donne, un'azione positiva. Ci vuole poi un accompagnamento per le donne che devono rientrare al lavoro dopo la gravidanza: sappiamo che in Italia ben 37mila donne abbandonano il lavoro dopo il primo figlio e allora dobbiamo fare in modo che tornare a lavorare sia vantaggioso. Le neo mamme dovranno avere una busta paga più ricca grazie a una detassazione e al tempo stesso vogliamo offrire sgravi fiscale alle imprese che sostituiscono lavoratrici in gravidanza in modo che questo tempo sia positivo per la lavoratrice e per l'azienda».

E per le donne che non sono dipendenti, ma libere professioniste?
«Non le dimentichiamo: beneficeranno anche loro di un sistema di decontribuzionì e ci sarà un fondo per l'accesso al credito alle imprese femminili in modo che anche per le piccole o le piccolissime aziende possano attingervi. Con l'introduzione, poi, dell'indice per la valutazione delle politiche per la parità di genere potremmo attuare politiche di premialità fiscale per le imprese che valorizzano le donne».

C'è una differenza di pari opportunità che riguarda anche la formazione?
«Al momento le donne sono. escluse dalle discipline Stem e dal digitale e abbiamo deciso di lanciare progetti di formazione per queste materie fin dalla prima infanzia. Il mondo scientifico sarà l'ambiente del futuro, tutti i cittadini lo vogliono abitare e allora dobbiamo offrire loro gli strumenti necessari».

Nel 2021, poi, arriva l'assegno universale: ce lo conferma?
«L'assegno universale sarà attivo dal primo luglio 2021 per tutti i bambini e per tutte le famiglie, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di ciascun figlio, con maggiorazioni a partire dal terzo e per i minori con disabilità. È anche uno strumento di sostegno economico, ma non è un sussidio assistenziale: mette le famiglie nelle condizioni di progettare, è una misura strategica. Sono già previste risorse nella legge di bilancio, per un costo aggiuntivo di tre miliardi dal primo luglio».

Che entità avrà l'assegno?
«Ci sarà una quota fissa uguale per tutti e una variabile in base al reddito della famiglia, di certo da luglio tutte le famiglie, anche quelle che già beneficiavano di sussidi, prenderanno qualcosa in più. In media possiamo dire che ci saranno circa duecento euro a figlio per ogni mese».