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Bonetti: "In arrivo un bando da 50 milioni per l'occupazione femminile"

La notizia su "l'Arena", 21 giugno 2022.

Un bando da 50 milioni per sostenere le aziende private che favoriscono il rientro al lavoro delle madri e la continuità di carriera femminile. E interventi sul costo del lavoro delle donne, con la decontribuzione. Inoltre, premi alle imprese che investono in carriere femminili, inseriti nel Codice appalti. Queste misure, e quelle contenute nel Family Act (legge 32/2022) sono state annunciate dalla ministra alle Pari opportunità e alla Famiglia, Elena Bonetti, al Festival dell'Economia di Trento nel talk con la giornalista del Financial Times, Amy Kazmin.

Una risposta alle difficoltà di molte donne, troppe, nel conciliare tempi di lavoro e di vita, alla voce «accadimento» soprattutto. Perché non sia riversato sui privati il costo della conciliazione. Il ruolo del privato è strategico, ha detto Bonetti. «Compito delle politiche pubbliche come il Family Act è ricomporre, creare una nuova alleanza per un processo di rinnovamento.

Il bando, un incentivo in questa direzione, è per il 2022 ma il Family Act renderà strutturali misure di questo tipo». Bonetti ripercorre le tappe di una «situazione paradossale» italiana, evidenziata dalla giornalista del Financial Times: il nostro Paese ha, in Europa, uno dei tassi più bassi di partecipazione femminile al mondo delle professioni, ma anche un bassissimo tasso di fertilità, ha sottolineato Kazmin, chiedendo spiegazione al paradosso.

«Questa è una delle sfide strategiche», ha replicato la ministra; «l'urgenza è ridisegnare un modello socioeconomico del Paese e di sviluppo. È il frutto di un declino strutturale di anni di politiche che non hanno compreso come questi due fattori siano collegati. In Italia la donna è costretta a scegliere se investire in una carriera o nella famiglia: nel momento in cui le si è sottratta la libertà di investire su una progettualità di vita integrata, non fornendo supporti adeguati, si è avuto questo risultato. Quindi come governo abbiamo scelto di investire nell'integrazione».

Il Family Act prevede sostegni alla natalità (assegno unico universale), all'educazione, riforma dei congedi parentali (paritari tra uomo e donna) e decontribuzione del lavoro femminile. L'idea è dare alla donna una prospettiva concreta per portare avanti contemporaneamente lavoro e maternità. «È nelle politiche familiari», ha concluso Bonetti, «che possiamo creare le condizioni affinché i talenti e l'energia femminile entrino in gioco a beneficio di tutti; e parliamo di beneficio sociale, di prospettiva di sviluppo. L'investimento in pari opportunità porta a risultati positivi anche economici».