pari opportunità

Bonetti: "Garantendo percorsi di parità emergeranno le migliori competenze"

L'intervento pubblicato da "MF", 27 gennaio 2022.

L'elezione di una donna al Quirinale sarebbe importantissima dato l'impatto di stimolo che i role model hanno sui percorsi di empowerment e di leadership femminili. Questa conquista sembra però ancora lontana, specchio mancata piena realizzazione dell'uguaglianza d'opportunità in ambito politico, rappresentativa dei settori lavorativi. Le donne «hanno sfondato il tetto di cristallo» e la pandemia ha accelerato la «consapevolezza degli italiani sul divario di genere nel mondo del lavoro», ma il cammino non è ancora «compiuto». Non bisogna rallentare, bensì continuare a impegnarsi a tutti i livelli, partendo dal locale. Questo il messaggio consegnato a MF-Milano Finanza dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

Il divario donne-uomini si estende «dal minor numero delle occupate alla prevalenza di contratti part-time per le la voratrici, passando per la disparità salariale e una discontinuità nella carriera che penalizza anche le pensioni».

I dati certificano lo «storico ritardo italiano», l'occupazione femminile inferiore del 17-18% alla maschile, distanza ulteriormente acuita dal Covid, che ha riportato l'orologio indietro di 5-6 anni. «Dopo un 2020 nero, grazie al governo Draghi nel 2021 abbiamo avuto un recupero economico e le prime politiche pubbliche in materia», che a loro volta hanno permesso al tasso d'occupazione femminile in novembre di superare di poco il pre-pandemia, raggiungendo il 49,9%.

Il Covid ha evidenziato «la necessità d'intervenire sul gap di genere, accelerando gli investimenti e portando alla prima Strategia nazionale sulla parità della storia italiana».

Le riforme e i provvedimenti «avranno effetto nel medio periodo; serve quindi affiancarvi sia meccanismi di booster (premialità fiscali, decontribuzioni per le assunzioni e reintegro post-maternità) sia percorsi di empowerment e formazione di leadership femminili, valorizzando role model e mentoring diretti».

In particolare, la certificazione della parità salariale vuole premiare «le scelte già di molte imprese private che hanno liberato il potenziale del lavoro femminile e creato benefici economici per tutto il paese: la parità di genere aumenta quantità e qualità della produzione».

Talli misure come le quote rosa «ci accompagneranno nella transizione, per ora in scadenza con il Pnrr nel 2026», riuscendo però a condizionare anche l'indirizzo futuro verso «percorsi di scelta che garantendo la parità faranno emergere le migliori competenze».