Governo lavoro donne

Bonetti: "Fondo impresa donna, volàno per il Sud"

Intervista di Emilia Patta, "il Sole 24 Ore", 27 aprile 2022.

«Il fondo "Impresa Donna" che abbiamo presentato insieme al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti è una buona notizia per tutto il mondo dell'impresa. Un investimento nel lavoro, nelle competenze e nell'iniziativa delle donne che sarà leva di sviluppo per tutti, soprattutto al Sud». È un giorno da ricordare con il segno più, quello di ieri per la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, di Italia Viva. La promozione del lavoro femminile è un asse portante del Pnrr presentato dal governo Draghi: l'obiettivo, che attraversa trasversalmente tutte le sei missioni, è quello di portare il tasso di occupazione delle donne, che al Sud è inchiodato al 30% a fronte del 51% nazionale, a livelli europei (65% circa). E il sostegno all'imprenditoria femminile, cui il Pnrr destina complessivamente 400 milioni, ne è una parte importante.

A quanto ammonta lo stanziamento di Impresa Donna e come è distribuito?
Si tratta di un fondo da 200 milioni che sperimenta un nuovo modello di promozione della cultura e della pratica d'impresa per il Paese. Con gli altri 200 milioni rafforziamo poi il progetto "On" di finanziamento di imprese femminili e quello per start up femminili altamente innovative. Impresa Donna finanzia sia la formazione di nuove imprese femminili che progetti di riqualificazione e investimento per imprese già esistenti. È previsto un meccanismo di finanziamento a fondo perduto per le micro imprese, anche di una persona, e per le piccole esistenti da meno di 12 mesi fino a 250mila euro. Per le micro e piccole imprese, che rappresentano una rete ricca di opportunità per il Paese ma che deve essere supportata con strumenti adeguati anche di mentoring e tutoring, è destinata una quota del 25%. Il resto prevede finanziamenti a Pmi già esistenti con un meccanismo misto di fondo perduto e credito agevolato. Il 40% è destinata al Sud e alle aree svantaggiate: le imprenditrici saranno messe nelle condizioni di essere protagoniste di un profondo processo di rinnovamento del mezzogiorno.

Qual è l'innovazione di questi finanziamenti rispetto al passato?
La novità sta nell'approccio integrato che qui sperimentiamo: non ci si limita più solo a un sostegno economico, ma abbiamo previsto un percorso di accompagnamento e di formazione delle imprese per valorizzare tale investimento in un'ottica di governare i processi strategici di transizione ecologica, energetica e digitale per il Paese. Con il ministro Giorgetti abbiamo anche costituito un Comitato Impresa Donna, che ha lo scopo di promuovere e sostenere un processo diffuso di rinnovamento della cultura imprenditoriale nel Paese. Vogliamo inaugurare un nuovo metodo di sostegno e accompagnamento delle imprese da parte dello Stato, con una formazione specifica in tutte le fasi di crescita, che sappia anche riqualificare il tessuto imprenditoriale italiano con gli strumenti di innovazione tecnologica e digitale che sono necessari per rendere questa rete protagonista su scala internazionale.

Quale sarà l'impatto in termini di crescita per l'imprenditoria femminile?
Dal governo abbiamo indicato con chiarezza l'investimento in imprenditoria femminile come uno degli assi strategici nel Pnrr e nella prima strategia nazionale per la parità di genere: oggi le imprese femminili rappresentano circa il 22% delle imprese. Dobbiamo arrivare da qui al 2026 almeno al 30%. Accanto a questo investimento, la certificazione per la parità di genere per tutte le imprese e i conseguenti effetti di vantaggio fiscale e nel public procurement consolideranno una nuova visione imprenditoriale. Che vuole diventare un paradigma di riferimento anche in Europa.